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Speciale running

Stop alle vibrazioni. Per il bene di schiena e articolazioni

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Pubblicato il: 04-11-2011

Ogni volta che andiamo a correre le nostre articolazioni sono sottoposte a carichi e microtraumi che, se ripetuti nel tempo, possono risultare nocivi. Come neutralizzarli?

Sanihelp.it - È ormai ampiamente dimostrato che correre regolarmente fa bene alla salute: aiuta la circolazione, fa perdere peso e stimola il buon umore.

Quando però il gesto atletico viene ripetuto più volte a settimana ed entra a far parte dello stile di vita di un individuo, oltre ad apportare i benefici sopra detti, può causare la nascita di alcuni problemi che, se sottovalutati, evolvono spesso in vere e proprie patologie.

Se poi chi si avvicina alla corsa è una persona inesperta e poco allenata, le probabilità aumentano vertiginosamente: l’esecuzione scorretta del gesto atletico e/o le condizioni fisiche non ottimali non fanno altro che esporre maggiormente l’aspirante podista al rischio di infortunio.

La ripetuta sollecitazione delle strutture osteomuscolari può causare infatti la comparsa di patologie da sovraccarico funzionale.

«Ai giorni nostri» ci spiega Mattia Luca Castellani, dottore in Scienze Tecniche Ortopediche presso l’Università degli studi di Pavia «l’uomo è costretto a camminare o allenarsi spesso su suoli duri: asfalto, cemento, etc. Queste superfici non assorbono nulla e, al contrario, restituiscono l’energia cinetica sotto forma d’onde d’urto chiamate anche energia negativa. Questa energia negativa si propaga sotto forma di vibrazione o scossa, che risale ad ogni punto nevralgico dell’apparato locomotore umano producendo così dei microtraumi duraturi, che talvolta generano e spesso favoriscono: tendiniti, talalgie, periostiti, fratture da fatica, dolori articolari dei piedi, delle ginocchia, delle anche, della schiena fino alla base del cranio.»

Come neutralizzare allora le vibrazioni che tanto possono danneggiare il nostro organismo?

«Ho notato» continua il Prof. Castellani «attraverso studi baropodometrici (eseguiti nel mio studio con strumentazioni tecniche di indagine posturale biomeccanica), che soggetti che correvano con il loro plantare su misura, impreziosito da un particolare tipo di elastomero, da 1, 2, o 4 mm a seconda del peso dell’assistito, riuscivano a distribuire meglio gli shock e le vibrazioni dannose per il corpo umano e l’intero apparato locomotore.»
 

Siamo andati dunque a incontrare uno dei titolari di NOENE, Sig. Alberto Bertolini, per saperne di più sul portentoso materiale citato dal dottor Castellani durante la nostra intervista.

Buongiorno dott. Bertolini, ci può spiegare innanzitutto che cos’è NOENE®?

«NOENE® è un elastomero vibro-assorbente, composto da micro-cellule cristalline. Fa parte della grande famiglia del caucciù, ma possiede delle caratteristiche particolari e ben differenti da quelle degli elastomeri tradizionali. Oltre a leggerezza, elasticità e longevità, NOENE® possiede infatti una spiccata qualità di ammortizzamento che permette di disperdere l’energia negativa. É l’unico materiale al mondo che già a 1 mm è in grado di assorbire fino al 98% delle vibrazioni

Com’è nato questo prodotto?

«Il materiale NOENE® è nato 25 anni fa con applicazioni di tipo industriale. Nel tempo, però, si è trasformato in un prodotto sempre più utile agli usi di carattere quotidiano in ambito civile. Oggi, infatti, NOENE® è utilizzato da moltissime persone sia per lo sport che per il benessere, con risultati straordinari. Moltissimi sportivi, sia professionisti che amatori, hanno avuto modo di testarlo e beneficiare direttamente di questo materiale unico. »

Tra gli estimatori di questo prodotto anche Marco Olmo, uno dei più grandi specialisti nella disciplina dell’ultratrail, che annovera tra le sue vittorie tre podi alla Marathon des Sables, tre primi posti alla Desert Marathon e quattro Desert Cup consecutive.

E se le usa un campione come lui…



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Noene

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