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L'aglio cinese diventa Doc: a rischio i prodotti italiani

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Pubblicato il: 08-11-2011
Sanihelp.it - L’ Unione Europea attribuisce per la prima volta all’aglio cinese di Jinxiang Da Suan il riconoscimento e la tutela comunitaria come prodotto a Indicazione geografica Protetta (IGP).

I cinesi sono i più grandi consumatori e produttori di aglio a livello mondiale e la notizia ha creato l’allarme tra i produttori nazionali del gustoso bulbo che è particolarmente apprezzato in Italia, con un consumo stimato in 50 milioni di chili all’anno.

Nel 2010 l’Italia ha importato dalla Cina quasi 2,5 milioni di chili di aglio, ma gli arrivi dal gigante asiatico nei primi sette mesi del 2011 sono aumentati del 18%. Il gigante asiatico è però stato spesso al centro di denunce dell’Olaf, ufficio anti-frodi dell’UE, per le operazioni di triangolazione che modificano l’origine del prodotto cinese.

A rischio ci sono i tanti agli tradizionali italiani: dall'aglio rosso di Sulmona a quello polesano, dall'aglio bianco di Vessalico, a quello maremmano, e così via. A preoccupare è la reazione del consumatore europeo e italiano, che potrebbe essere tratto in inganno dal marchio comunitario, scambiando il prodotto cinese per un prodotto dell’Unione Europea.


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