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La tecnologia arriva sui banchi

E-book a scuola? I pediatri dicono sì

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Pubblicato il: 15-11-2011

Meno peso sulle spalle dei piccoli (e sul portafoglio dei genitori), letture più veloci e ricerche più semplici: gli e-book entrano a scuola, con il benestare dei pediatri. Ma attenzione ai rischi.

E-book a scuola? I pediatri dicono sì © Photos.com Sanihelp.it - Quest’anno scolastico potrebbe essere l’ultimo fatto di zaini pesanti e lunghe file nelle librerie. Il libro elettronico, o e-book, sta conquistando nel mondo larghe fette di consenso anche tra i banchi di scuola.

L’intera cartella di scuola racchiusa in uno schermo di pochi pollici, nessun albero abbattuto e nessun alibi del tipo: Ho dimenticato il libro a casa. Ma ancora più importante - soprattutto in tempo di crisi - l’utilizzo degli e-book abbatterebbe il fenomeno del caro-libri e delle eredità dei libri già sottolineati e annotati dai fratelli più grandi.

Ma se i vantaggi sono indubbi sul fronte della logistica e della praticità, oltre che dell’economicità, si può dire altrettanto dal punto di vista dell’apprendimento? Sembrerebbe proprio di sì. Pur non essendoci ancora una letteratura scientifica sufficientemente vasta a sostenere questa linea, in termini di ausilio per l’apprendimento gli e-book non avrebbero nulla da invidiare ai libri di testo stampati. Anzi.

Un e-book offre numerose risorse in più per un bambino. Sottolineare il testo, selezionarlo, attivare immediatamente delle ricerche nel web con un semplice tocco, sono solo alcune delle possibili attività eseguibili per uno studente.

Ma il vero vantaggio i libri elettronici lo manifestano proprio a favore di quei ragazzi che per un motivo o per un altro hanno un difficile rapporto con i libri. «Un bambino che ha una difficoltà di apprendimento potrà ingrandire il carattere a piacimento, diversificare il contrasto tra sfondo e testo, aumentare la distanza tra le lettere o tra una riga e l’altra, così come attivare la funzione audio per ridurre le difficoltà legate alla dislessia», evidenzia Stefano Vicari, responsabile della Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

«Questo però - sottolinea Vicari - non significa accantonare i libri stampati. I libri rappresentano un’esperienza totalizzante per il lettore e un e-book non potrà mai offrire le stesse sensazioni visive, tattili o olfattive (l’odore del libro mai sfogliato) e difficilmente, anche in un remoto futuro, il dono di un libro che ci ha fatto emozionare o pensare, potrà essere sostituito da un download».

Inoltre, c’è chi non vede di buon occhio l’idea di mettere in mano ai ragazzini un’ulteriore, potenziale, fonte di distrazione e di libero accesso a internet, di cui i piccoli fanno già un uso spropositato e spesso improprio. E anche gli eventuali effetti di una prolungata esposizione della vista al display elettronico vanno accuratamente indagati. È importante considerare bene tutti questi aspetti prima di relegare in soffitta i vecchi manuali di scuola.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ospedale Pediatrico Bambin Gesù

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