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Uomini e disturbi intimi: un tabù

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Pubblicato il: 15-11-2011

L'incontinenza urinaria colpisce anche lui. Le conseguenze, oltre che fisiche, sono psicologiche: scarsa autostima, difficoltà di coppia, vergogna e rinuncia alla vita sociale. Ma le risorse ci sono.

Uomini e disturbi intimi: un tabù © Photos.com Sanihelp.it - L'incontinenza urinaria è un tema importante per molti uomini (tra il 2 e il 10% della popolazione maschile ne conosce i sintomi), anche se solo pochi ne parlano apertamente, considerandola troppo spesso come un disturbo minore.

Per indagare il vissuto degli uomini affetti da Sintomi del Basso Tratto Delle Vie Urinarie (o più brevemente LUTS), ovvero quei disturbi che portano all’incontinenza urinaria maschile, Tena ha promosso una ricerca condotta in Inghilterra, Francia, Germania, Svezia e Italia che ha interessato un campione di 1.134 uomini affetti da disturbi urinari e 988 donne, mogli o compagne di questi ultimi.

I LUTS sono sintomi comuni, colpiscono oltre il 50% degli uomini con più di 50 anni e possono essere causati dall’ingrossamento della prostata, come da interventi chirurgici, e sono influenzati anche dall’avanzare dell’età.
Tra i sintomi più frequenti troviamo: difficoltà a urinare, intermittenza di emissione del flusso urinario, perdite pre e post minzione, frequente necessità di urinare, incapacità di trattenersi quando si presenta la necessità di urinare, necessità di urinare durante la notte, anche ripetutamente.

«Con l’aumentare della vita media – commenta il dottor Massimo Perachino, Direttore della S.O.C. di Urologia dell'Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato – un numero sempre maggiore di uomini soffre di questi sintomi. Poiché al giorno d’oggi la maggior parte dei soggetti sopra i 50-60 anni ancora conduce uno stile di vita attivo, i LUTS sono sempre meno tollerabili. Eppure questi disturbi, se affrontati in modo adeguato, possono essere tenuti sotto controllo e curati in modo efficace».

Lo studio rivela come molti uomini affetti da LUTS perdano la fiducia in se stessi, con un inevitabile effetto negativo sulla loro qualità della vita. Al contrario delle donne, più abituate a parlare dei loro problemi di salute, gli uomini sono più riluttanti ad affrontare l’argomento, tendendo a isolarsi e a modificare il proprio stile di vita.

A tale proposito, è significativo sottolineare come oltre il 40% degli uomini francesi affermi che i LUTS hanno avuto un impatto negativo sulla loro relazione di coppia e sulla propria autostima, mentre in Germania addirittura il 45% degli intervistati dichiari che questi disturbi hanno avuto un impatto da significativo a grave sulla propria vita sessuale.

Gli uomini affetti da LUTS tendono a modificare radicalmente le proprie abitudini: smettono di andare in palestra, evitano di organizzare viaggi e, addirittura, si astengono dall’attività sessuale con la propria partner. E questo perché i LUTS, oltre a minare l’autostima, possono diventare causa di ansia e di depressione, con gravi conseguenze anche sul benessere mentale del paziente.

Questa condizione a lungo andare rischia di influire anche sui sentimenti e sulle emozioni verso il partner. Il ruolo della compagna nella gestione dei LUTS è fondamentale dato che più frequentemente sono proprio loro a convincere l’uomo a recarsi dal medico e ad aiutarlo a trovare la giusta soluzione per gestire al meglio i disturbi.

«L'incontinenza urinaria maschile ha gravi conseguenze psicologiche in tutti gli ambiti relazionali: sociale, professionale e di coppia - dichiara il dottorAlvise Orlandini, Psichiatra, analista del Centro Italiano di Psicologia Analitica di Milano. «In particolare nel nostro attuale modello culturale la sessualità maschile viene considerata come attiva ben oltre i 50 anni, anche grazie ad aiuti farmacologici, e questo rende ancora più mortificante la compromissione data dall'incontinenza urinaria. Infatti si tratta di una minaccia all'ideale di virilità che porta sia a un'infantilizzazione svalutata che a una sorta di femminilizzazione.

La ricerca infatti rivela che molti uomini utilizzano prodotti di igiene femminile. Un'adeguata preparazione psicologica e la conoscenza delle risorse disponibili sono un prezioso aiuto».


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