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Obesità infantile: questione di scelte. Sbagliate.

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Pubblicato il: 08-11-2011
Sanihelp.it - Di obesità infantile si sente purtroppo parlare sempre più spesso. Ed è proprio questo il punto: se ne parla. Probabilmente in modo non sufficientemente chiaro. Perché l’allarme obesità sembra non rientrare, non solo in America - patria dei soft drink e del junk food - ma anche in Europa e, ahimè, in Italia.

Nel nostro Paese infatti, secondo i dati resi noti da un’indagine ISTAT del 2005, il 30% dei bambini è in sovrappeso e/o obeso. E se in qualche caso la predisposizione genetica può essere una giustificazione, per tutti gli altri alla base dell’eccesso ponderale ci sono solo scelte sbagliate: abitudini alimentari scorrette e sedentarietà.

Di questo e di molto altro ancora si è discusso sabato 5 novembre presso l’Ospedale San Matteo di Pavia in occasione della giornata nazionale SIEDP contro l’obesità infantile.

«Rieducare i bambini alla cultura del movimento inteso come gioco e momento di aggregazione. Non per forza attività agonistica e/o competizione. Ma anche puro e semplice divertimento. Perché lo sport deve essere accessibile a tutti, anche a chi non se la sente di affrontare una gara, e a chi magari ha semplicemente bisogno di muoversi per restare e/o rimettersi in forma. Anche a 10 anni.» É quanto predica il professor Matteo Vandoni, docente presso l’Interfacoltà in Scienze delle Attività Motorie e Sportive dell'Università di Pavia.

E ancora: «Driving is why you are fat» sottolinea la dottoressa Hellas Cena, medico chirurgo, docente del corso di laurea in Dietistica e della Scuola di specializzazione in Scienze dell’Alimentazione presso l’Università di Pavia «Ovvero: il progresso e l’evoluzione tecnologica hanno portato allo sviluppo della malattia del comfort. L’obesità per l’appunto.»

Oltre a promuovere la pratica dell’attività fisica, la dottoressa Cena introduce i concetti di prevenzione e trattamento nutrizionale: «Il bilancio energetico di un bambino deve ovviamente essere in attivo poichè si tratta di un soggetto in fase di crescita, ma va monitorato. Troppi zuccheri semplici, pochi carboidrati complessi e fibre, pochi grassi e proteine possono condurre a uno stato di malnutrizione in eccesso. L’adozione di una dieta ipocalorica bilanciata che preveda un apporto proteico adeguato e l’assunzione della corretta dose di Omega 3 possono sicuramente aiutare il bambino a invertire la tendenza e, se abbinati alla giusta dose di movimento, a riconquistare il peso forma.»

Valide informazioni e corrette valutazioni, ma c'è dell'altro. Nel pomeriggio infatti la Fondazione IRCC San Matteo, in collaborazione con il Corso di laurea in Scienze Motorie, il corso di Laurea in Dietistica ed il CUS Pavia ha organizzato un laboratorio pratico per far sperimentare ai bambini diverse attività sportive di squadra e individuali.
Nella palestra sono inoltre state allestite 3 postazioni per la diffusione di informazioni relative al peso ideale del bambino, all’avvicinamento all’attività sportiva, nonché di consigli pratici per un’alimentazione equilibrata.

«Rendere più facili e accessibili le scelte salutari» questo il messaggio lanciato dalla dottoressa Marisa Arpesella, Presidente del Corso di Laurea Interfacoltà in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso l’Università di Pavia, a conclusione del suo intervento. 
Affinché il futuro sia all’insegna del benessere e della salute. Per tutti.


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