Obesità infantile: questione di scelte. Sbagliate.
Sanihelp.it - Di obesità infantile si sente purtroppo parlare sempre più spesso. Ed è proprio questo il punto: se ne parla. Probabilmente in modo non sufficientemente chiaro. Perché l’allarme obesità sembra non rientrare, non solo in America - patria dei soft drink e del junk food - ma anche in Europa e, ahimè, in Italia.
Nel nostro Paese infatti, secondo i dati resi noti da un’indagine ISTAT del 2005, il
30% dei bambini è in sovrappeso e/o obeso. E se in qualche caso la
predisposizione genetica può essere una giustificazione, per tutti gli altri alla base dell’eccesso ponderale ci sono solo
scelte sbagliate:
abitudini alimentari scorrette e
sedentarietà.
Di questo e di molto altro ancora si è discusso sabato 5 novembre presso l’
Ospedale San Matteo di Pavia in occasione della
giornata nazionale SIEDP contro l’obesità infantile.
«Rieducare i bambini alla cultura del
movimento inteso come gioco e momento di aggregazione. Non per forza attività agonistica e/o competizione. Ma anche puro e semplice
divertimento. Perché lo sport deve essere
accessibile a tutti, anche a chi non se la sente di affrontare una gara, e a chi magari ha semplicemente bisogno di muoversi per restare e/o rimettersi in forma. Anche a 10 anni.» É quanto predica il
professor Matteo Vandoni, docente presso l’Interfacoltà in Scienze delle Attività Motorie e Sportive dell'Università di Pavia.
E ancora: «
Driving is why you are fat» sottolinea la
dottoressa Hellas Cena, medico chirurgo, docente del corso di laurea in Dietistica e della Scuola di specializzazione in Scienze dell’Alimentazione presso l’Università di Pavia «Ovvero: il progresso e l’evoluzione tecnologica hanno portato allo sviluppo della
malattia del comfort. L’obesità per l’appunto.»
Oltre a promuovere la pratica dell’attività fisica, la dottoressa Cena introduce i concetti di
prevenzione e trattamento nutrizionale: «Il
bilancio energetico di un bambino deve ovviamente essere in attivo poichè si tratta di un soggetto in fase di crescita, ma va
monitorato. Troppi zuccheri semplici, pochi carboidrati complessi e fibre, pochi grassi e proteine possono condurre a uno stato di
malnutrizione in eccesso. L’adozione di una
dieta ipocalorica bilanciata che preveda un
apporto proteico adeguato e l’assunzione della
corretta dose di Omega 3 possono sicuramente aiutare il bambino a invertire la tendenza e, se abbinati alla giusta dose di movimento, a riconquistare il peso forma.»
Valide informazioni e corrette valutazioni, ma c'è dell'altro. Nel pomeriggio infatti la Fondazione IRCC San Matteo, in collaborazione con il Corso di laurea in Scienze Motorie, il corso di Laurea in Dietistica ed il CUS Pavia ha organizzato un
laboratorio pratico per far sperimentare ai bambini diverse attività sportive di squadra e individuali.
Nella palestra sono inoltre state allestite 3 postazioni per la diffusione di informazioni relative al
peso ideale del bambino,
all’avvicinamento all’attività sportiva, nonché di
consigli pratici per un’alimentazione equilibrata.
«Rendere
più facili e accessibili le scelte salutari» questo il messaggio lanciato dalla
dottoressa Marisa Arpesella, Presidente del Corso di Laurea Interfacoltà in Scienze delle Attività Motorie e Sportive presso l’Università di Pavia, a conclusione del suo intervento.
Affinché il futuro sia all’insegna del
benessere e della
salute. Per tutti.
di Valeria Airoldi
Fonte: Redazione
Tags: dieta zona, obesità infantile, sovrappeso, dieta
Revisione: 08-11-2011