Tumori: diagnosi più tardive per gli immigrati
Sanihelp.it - Nei cittadini stranieri la malattia viene scoperta con un ritardo notevole rispetto ai cittadini italiani, fino a un anno dopo con esiti spesso fatali per gli ammalati.
A lanciare l'allarme è l'Associazione Italiana di Oncologia Medica, per voce del presidente, il professor Carmelo Iacono: «Vediamo
un aumento dei tumori più direttamente correlati a stili di vita errati (polmone, testa-collo, colon-retto, stomaco) e al mancato accesso allo
screening (collo dell’utero, seno e ancora colon retto). Questo si traduce in
diagnosi tardive, che giungono quando la neoplasia è in fasi più avanzate ed è quindi più grave. In questa popolazione vi è poi un’incidenza maggiore di cancro al fegato, che origina in gran parte dei casi da cirrosi dovute a forme di epatite B cronica ed è quindi più frequente in popolazioni che non hanno ricevuto la vaccinazione contro il virus, hanno vissuto in ambienti in cui questo prolifera o presentano altri fattori predisponenti (rapporti non protetti, abuso di alcol, ecc.)».
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di Valeria Leone
Fonte: AIOM
Tags: tumori, diagnosi, immigrati, prevenzione
Revisione: 09-11-2011