Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Patologie

La rinotracheite virale felina

di
Pubblicato il: 15-11-2011

Una patologia respiratoria e oculare molto comune nel gatto. Vediamo quali sono gli accorgimenti, i sintomi e le terapie per aiutare il nostro amico malato.

La rinotracheite virale felina © Photos.com Sanihelp.it - È una patologia che colpisce le vie aeree superiori di gatti selvatici e domestici. La rinotracheite felina è causata dall’Herpesvirus Felino (FHV-1) appartenente alla famiglia Herpesviridae e al genere Varicellovirus.

Spesso insieme ad altri agenti patogeni quali il Calicivirus Felino, la Chlamydophila Felis e la Bordetella Bronchiseptica provoca il complesso delle infezioni respiratorie del gatto.

Colpisce indifferentemente tutte le razze feline di qualsiasi età e in qualsiasi stato fisiologico anche se si manifesta in modo più violento nei gattini, nei gatti con un sistema immunitario debilitato, nei gatti persiani e in generale neglianimali che presentano il muso piatto.

L’incidenza di questa patologia si riscontra maggiormanete nei luoghi ad elevata presenza di gatti quali: allevamenti, gattili, rifugi e pensioni.

Il virus FHV-1 presenta un doppio filamento di DNA avvolto dal capside icosaedrico e circondato da un tegumento proteico e da un envelope fosfolipidico. Si può sviluppare sia nei tessuti congiuntivali ma anche nelle vie respiratorie superiori e nei neuroni.

È un virus sensibile alle alte temperature (si inattiva a temperature di 37° in 3 ore), agli antisettici, ai disinfettanti e ai detersivi. Con temperature basse può rimanere infetto anche per diversi mesi ma la sua sopravvivenza è inversamente proporzionale alla temperatura.

I gatti che presentano l’infezione eliminano questo virus attraverso secrezioni orali, nasali e congiuntivali per 3 settimane. I sintomi sono simili a quelli di un comune raffreddore con starnuti, lacrimazione degli occhi, scolo nasale, congiuntivite, febbre, congestione, depressione, perdita di appetito e letargia.


È un virus molto difficile da debellare, però con un’adeguata terapia può essere tenuto sotto controllo. Il trattamento è prevalentemente sintomatico e di supporto con somministrazione di antibiotici a largo spettro per prevenire infezioni batteriche secondarie.

È importante rimuovere frequentemente lo scolo nasale ed oculare in modo che l’animale possa trovare sollievo. Per le secrezione tenaci un buon rimedio sono le nebulizzazioni o la somministrazione di gocce nasali. Per i gatti che presentano inappetenza somministrare cibi frullati, caldi ed appetibili.

Prevenire questa patologia è possibile grazie alla vaccinazione. I gattini dovrebbero essere vaccinati due volte a 9 e 12 settimane e poi un primo richiamo dovrebbe essere fatto dopo un anno.

I richiami successivi dovrebbero essere ripetuti ogni anno, tranne che per i gatti che vivono esclusivamente in casa e che hanno un basso rischio di contrarre la malattia.

Questi infatti vengono vaccinati ogni tre anni. Anche i gatti che hanno contratto la malattia e che sono guariti dovrebbero essere vaccinati, in quanto non sono protetti per tutta la vita.

Nei luoghi di sovraffollamento è bene associare alla vaccinazione anche un’adeguata disinfezione, un basso grado di umidità, una buona ventilazione dei locali e una corretta quarantena prima di introdurre nuovi arrivati insieme agli altri gatti.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Manuale Merk Veterinario

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti