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Una ricerca sul rapporto tra donne e ginecologo

Stop alle bufale sul ciclo

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Pubblicato il: 22-11-2011

Non si cucina, non si va in chiesa e non si fanno tinte o cerette: quanti tabù circolano ancora oggi sul ciclo mestruale! Per fare chiarezza, è bene rivolgersi al ginecologo.

Stop alle bufale sul ciclo © Photos.com Sanihelp.it - I falsi miti sul ciclo delle donne sono molti e, se per quel che riguarda la sfera emotiva (la donna mestruata è suscettibile e irritabile), possono anche risultare a volte veritieri, l’immaginario ancora oggi crede nel potere di maionese, dolci e salse, che impazzirebbero tra le mani delle donne nei giorni delle mestruazioni.

Una ricerca realizzata da Demoskopea e presentata di recente ha chiarito che per smontare pregiudizi e luoghi comuni su quei giorni l’interlocutore ideale è il ginecologo. È a lui che la donna deve rivolgersi in ogni fase della sua vita: il primo ciclo, la contraccezione, la maternità e la menopausa.

L’indagine ha visto coinvolte 1001 donne di tutta Italia. Dalle risposte è emerso come la prima volta del ciclo sia caratterizzata per lo più dall’imbarazzo (60%), sensazione che ha riguardato soprattutto le più mature che all’evento sono giunte con poche informazioni e per lo più di origine non istituzionale (amiche, parenti e non medici).

Le informazioni sulla contraccezione e la gravidanza sono elevate (92%), ma differiscono in base all’età: le giovani si rivolgono a canali più informali e meno coinvolgenti come le amicizie e Internet, le donne mature fanno ricorso al ginecologo.
Infine, la menopausa: solo il 20% circa dichiara di avere sufficienti informazioni, che sono attese soprattutto da parte del ginecologo.

«È compito del ginecologo sfatare falsi miti e tabù sulla mestruazione, come quello che la donna debba star lontana dalla cucina, per aiutarla a migliorare il rapporto con il ciclo», dichiara Rossella Nappi, Professore Associato Clinica Ostetrica e Ginecologica Policlinico San Matteo Università degli Studi di Pavia.

«È un dato confortante sapere che la donna di oggi ha nel 75% dei casi un rapporto sereno e di confidenza con il proprio ginecologo: l’importante è che sappia mettere la donna a proprio agio», conclude la dottoressa.

La maggior parte delle intervistate ha dichiarato di far visita al ginecologo almeno una volta l’anno, vivendo l’appuntamento in modo sereno, anche se per le più giovani il rapporto deve ancora consolidarsi e risultare meno problematico. Non a caso dal proprio medico si aspettano un approccio amichevole e riservato allo stesso tempo.
Le più mature appaiono invece più disincantate nella relazione con lo specialista, al quale si rivolgono volentieri per avere informazioni che però devono essere chiare, ben argomentate e proposte con la delicatezza che i temi affrontati richiedono.

Ecco quali sono le più diffuse bufale sulla donna mestruata.

In cucina non può: fare la conserva di pomodoro, preparare dolci altrimenti vengono male, fare pasta per pizze o similari (non fa crescere la pasta), toccare la carne, cucinare perché rovina i cibi che tocca, toccare i pomodori altrimenti vanno a male, montare la panna.

In bagno non può
: lavarsi con acqua, toccare acqua nei primi giorni del ciclo, fare il bagno al mare o in acqua fredda, lavarsi i capelli, farsi lo shampoo, tingersi i capelli (non prende la tinta!), andare dal parrucchiere, perché i capelli non mantengono la piega.

E non è finita… Le mestruazioni impedirebbero alle povere donne di: toccare i neonati, fare la ceretta (in fase mestruale i peli crescono di più), entrare in chiesa (perché si è sporche e impure), avvicinarsi ai cani femmina e ai cavalli perché si imbizzarriscono. Ma scherziamo?


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Demoskopea

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