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Malattie dell'intestino: cinque anni per avere una diagnosi

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Pubblicato il: 12-12-2011
Sanihelp.it - Desolante la fotografia che emerge da un’indagine sulla qualità della vita delle persone affette da malattia di Crohn e colite ulcerosa, condotta in Sicilia dall’Associazione per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (A.M.I.C.I. Onlus).

La malattia di Crohn e la colite ulcerosa sono malattie infiammatorie croniche dell’intestino caratterizzate da un elevato impatto sulla vita delle persone, soprattutto nelle fasi più avanzate. In Italia ne soffrono circa 150-200mila persone, principalmente in età giovanile.

Queste patologie incidono in maniera significativa sulla sfera privata e sociale. Dalla ricerca emergono numerose difficoltà. Primo fra tutte il ritardo nella diagnosi, con conseguenze sulla progressione della malattia e delle sue complicanze. Passano in media 5 anni dalla comparsa dei sintomi alla diagnosi e circa 3 anni per giungere alla visita di uno specialista gastroenterologo.

La paura rappresenta il comune denominatore di tutte le fasi della malattia, ma è nei periodi di remissione che è maggiormente evidente: il 77% del campione pensa con timore a quando verrà colpito da una nuova fase di attività. Un altro motivo di apprensione è rappresentato dalla disponibilità di un bagno: per il 61% dei pazienti questa è la prima preoccupazione quando si recano in posti nuovi.

I risultati rivelano che l’11% delle persone è disoccupato o sottoccupato a causa delle MICI. Il 9% non è in grado di lavorare a tempo pieno. Inoltre, il 24% dichiara di aver ottenuto il riconoscimento dell’invalidità o è in attesa di riceverlo. In media, le persone colpite da MICI si assentano dal lavoro 11,7 giorni l’anno.

Il 16% del campione si sente ostacolato nel consolidare i rapporti affettivi a causa delle MICI. L’8% attribuisce a queste patologie la causa dell’interruzione di un rapporto.

Tra le aree di intervento rilevate come prioritarie per i pazienti, si evidenzia come la gratuità di un maggior numero di medicinali sia considerata fondamentale per il 79% degli intervistati, mentre l’83% ritiene importante ottenere la gratuità di un maggior numero di esami diagnostici.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
A.M.I.C.I. Onlus

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