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Prime linee guida sui disturbi psicologici della maternità

Quando la maternità è un incubo

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Pubblicato il: 06-12-2011

Depressione, ansia, tristezza e persino psicosi: sono tanti i disturbi psicologici che possono colpire le mamme. Ciascuno dà sintomi specifici: nuove regole aiutano a stanarli prima che sia troppo tardi.

Quando la maternità è un incubo © Photos.com Sanihelp.it - Definire anche in Italia, come già accade in altri Paesi, delle linee guida sui disturbi psicologici legati alla maternità, per prevenirli, facilitarne la diagnosi e trovare la cura più idonea al singolo caso, era una necessità non più differibile a fronte di dati in costante crescita.

Oggi la depressione colpisce in media il 16% delle mamme, in gravidanza o nel post-partum. Non vanno dimenticati neppure gli episodi di maternity blues (50-80%) e le psicosi post-partum (1 su ogni 1.000 parti). Non c'è quindi un solo disturbo. Saperli riconoscere è importante, e oggi è più facile, grazie alle linee guida (frutto del lavoro di numerosi specialisti e di sei centri d’eccellenza italiani), che aiutano gli operatori sanitari che giungono a contatto con la maternità (medico generale, ginecologo, neonatologo, pediatra) a distinguere i sintomi e i campanelli d'allarme di ciascuna malattia.

DEPRESSIONE IN GRAVIDANZA. Si manifesta in una donna su 10, con un picco di frequenza intorno alla 32° settimana di gravidanza. Può essere la manifestazione di un continuum depressivo o una ricorrenza di una condizione depressiva precedente. Le più tipiche manifestazioni sono: incapacità a concentrarsi, ansia, irritabilità, problemi del sonno, perdita o aumento dell’appetito, stanchezza eccessiva e ingiustificata, incapacità di provare piacere, costante tristezza e pianto, agorafobia, tendenze ossessive-compulsive, come lavarsi ripetutamente le mani.

ANSIA IN GRAV IDANZA. È associata a conseguenze negative sullo sviluppo fetale e alla possibilità di manifestare una depressione post-partum. La maggiore difficoltà a individuare i disturbi d’ansia durante la gravidanza è dovuta alla sovrapposizione di sintomi fisici e psichici propri dell’esperienza di gravidanza con manifestazioni di un disturbo d’ansia specifico: iperemesi, vomito e nausea, affaticamento, astenia, disturbi alimentari e del sonno, fenomeni come gambe senza riposo o pesanti.

MATERNITY BLUES. Con una incidenza del 50-80%, il maternity blues si manifesta con un decorso transitorio e reversibile determinato dalla brusca caduta dei livelli estro progestinici che tende alla risoluzione spontanea entro una settimana-10 giorni. Nelle donne affette da maternity blues si è riscontrato un rischio di sviluppare depressione postpartum di 3.8 volte maggiore e un rischio di 3.9 volte maggiore di manifestare una patologia dello spettro d’ansia rispetto alle restanti donne. Sintomi: deflessione timica di grado lieve, sentimenti di inadeguatezza rispetto al proprio ruolo di madre, labilità emotiva (crisi di pianto), disforia (irritabilità), ansia e insonnia.

DEPRESSIONE POST PARTUM. Perché il disturbo sia conclamato devono essere presenti almeno cinque sintomi e perdurare da almeno due settimane per quasi ogni giorno: umore depresso, anedonia (perdita della capacità di provare piacere), modificazione peso e/o appetito, alterazione del sonno (aumento/riduzione tempi di sonno), astenia, isolamento, sentimenti di colpa e inutilità, bassa autostima, impotenza e disvalore, ansia e relativi connotati somatici, perdita della libido, riduzione della concentrazione, pensieri ricorrenti di morte e/o progettualità di suicidio, agitazione o rallentamento psicomotorio.

PSICOSI PUERPERALE. Si differenza dalla depressione postpartum perché è centrato sull'inadeguata risposta emotiva della madre verso il proprio bambino. Circa l’1% della madri sviluppano emozioni negative verso il bambino che possono raggiungere sentimenti di antipatia, odio o rifiuto, fino a rabbia patologica quando le richieste del bambino suscitano nella mamma impulsi aggressivi che possono portare alle urla, all’abuso e in casi estremi all’infanticidio.

Si manifesta in uno ogni 1.000 parti di bambini nati vivi. Sintomi da tenere d'occhio: ideazione delirante, fenomeni allucinatori, irrequietezza, agitazione motoria o comportamenti bizzarri, timori e preoccupazioni eccessive e irrazionali rispetto al bambino, fluttuazioni dell’umore con emozioni inappropriate, umore elevato con aumentato livello di energia sino a un pattern di comportamento maniacale, impossibilità di dormire (insonnia resistente).

Il comportamento può sembrare fuori dalla realtà: per esempio la mamma non si cura dei bisogni fisici e psicologici del bambino ed è incapace di rispondere alle sue necessità primarie (sopravvivenza, salute e nutrimento).


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio nazionale sulla salute della donna

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