Italiani ottimisti sull'innovazione farmacologica
Sanihelp.it - Secondo l’Osservatorio Salute di Astrazeneca, che confronta il grado di innovazione percepito nel campo della salute in Italia, Spagna, Gran Bretagna, Germania e USA, il concetto di innovazione viene preferibilmente associato dai cittadini a tre settori più rappresentativi: informatica, farmaceutica e telecomunicazioni.
Quando si parla dei progressi raggiunti nel campo della ricerca medico-scientifica, della ricerca farmaceutica e delle nuove terapie,
gli italiani sono più ottimisti di anglosassoni e statunitensi.
Il disaccordo si manifesta quando si parla dei progressi fatti in campo terapeutico:
quasi 6 italiani su 10 affermano che in tutti e cinque gli ambiti considerati sono stati fatti, negli ultimi anni, molti o almeno abbastanza progressi. Negli altri Paesi la quota è, invece, pari a circa 2 su 10.
Nel dettaglio, la percezione nei diversi Paesi indagati ha evidenziato che gli anglosassoni sono i più scettici; stessa cosa per americani e tedeschi. Inoltre, in tutti i Paesi indagati si rileva un sostanziale ottimismo rispetto al livello di innovazione e ricerca raggiunto nella cura delle
malattie cardiovascolari e di quelle gastrointestinali. Più cauta l’opinione rispetto alla cura delle malattie respiratorie e di quelle oncologiche.
Al di là della percezione di innovazione, però, solo il 6% degli italiani e degli spagnoli dichiara di
tenersi molto informato sui progressi nel campo della salute. La percentuale degli informati sale, invece, in UK (10%) e negli States (14%) fino ad arrivare alla Germania.
Programmi televisivi, siti internet e quotidiani sono, infine, i tre mezzi più utilizzati in materia e solo in Germania e Spagna, per quasi un intervistato su due, troviamo i consulti con gli specialisti fra le prime tre opzioni.
di Roberta Camisasca
Fonte: Osservatorio Astrazeneca
Tags: farmaci, innovazione, ricerca scientifica
Revisione: 20-12-2011