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Italiani ottimisti sull'innovazione farmacologica

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Pubblicato il: 20-12-2011
Sanihelp.it - Secondo l’Osservatorio Salute di Astrazeneca, che confronta il grado di innovazione percepito nel campo della salute in Italia, Spagna, Gran Bretagna, Germania e USA, il concetto di innovazione viene preferibilmente associato dai cittadini a tre settori più rappresentativi: informatica, farmaceutica e telecomunicazioni.

Quando si parla dei progressi raggiunti nel campo della ricerca medico-scientifica, della ricerca farmaceutica e delle nuove terapie,  gli italiani sono più ottimisti di anglosassoni e statunitensi.

Il disaccordo si manifesta quando si parla dei progressi fatti in campo terapeutico: quasi 6 italiani su 10 affermano che in tutti e cinque gli ambiti considerati sono stati fatti, negli ultimi anni, molti o almeno abbastanza progressi. Negli altri Paesi la quota è, invece, pari a circa 2 su 10.

Nel dettaglio, la percezione nei diversi Paesi indagati ha evidenziato che gli anglosassoni sono i più scettici; stessa cosa per americani e tedeschi. Inoltre, in tutti i Paesi indagati si rileva un sostanziale ottimismo rispetto al livello di innovazione e ricerca raggiunto nella cura delle malattie cardiovascolari e di quelle gastrointestinali. Più cauta l’opinione rispetto alla cura delle malattie respiratorie e di quelle oncologiche.

Al di là della percezione di innovazione, però, solo il 6% degli italiani e degli spagnoli dichiara di tenersi molto informato sui progressi nel campo della salute. La percentuale degli informati sale, invece, in UK (10%) e negli States (14%) fino ad arrivare alla Germania.
Programmi televisivi, siti internet e quotidiani sono, infine, i tre mezzi più utilizzati in materia e solo in Germania e Spagna, per quasi un intervistato su due, troviamo i consulti con gli specialisti fra le prime tre opzioni.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio Astrazeneca

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