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Paura degli insetti? Se la conosci puoi sconfiggerla

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Pubblicato il: 02-03-2004

Se il tuo peggior incubo è un incontro ravvicinato con un insetto, potresti nascondere un vero problema psicologico: l'etomofobia. Il primo passo è riconoscerla. Poi con la cura giusta puoi guarirla.

Sanihelp.it - Fai parte della folta schiera di persone che piuttosto di affrontare un ragno scalerebbero l’Everest a mani nude?
La tua potrebbe non essere una semplice paura.

L’aracnofobia, e più in generale l’entomofobia (paura degli insetti), sono indicate dal manuale per la classificazione dei disturbi psichiatrici (DMS-IV) come fobie specifiche del gruppo dei disturbi d’ansia, che generano attacchi di panico incontrollabili.

Chi ne soffre si rende conto che la propria paura è eccessiva e ingiustificata, ma non riesce a gestirla, e questo provoca un disagio ancora maggiore.
Resta solo una soluzione: evitare le possibili occasioni di brutti incontri.
Questa reazione, chiamata dagli psicologi evitamento attivo, alla lunga influisce sulla vita quotidiana, trasformando per esempio un pic-nic o una vacanza in campeggio in una specie di film dell’orrore.

Avete mai notato che chi ha paura degli insetti è anche sempre il primo a vederli o sentirli?
Questo perché, in condizioni di pericolo, i sensi sono allertati da una forma d’ansia detta ansia anticipatoria: si tratta della paura dell’attacco di panico stesso.

In altre parole, la paura principale è quella di perdere il controllo di sé, che potrebbe essere estesa alla paura della perdita in generale, probabilmente legata a situazioni traumatiche infantili.
È quanto dimostrato da alcuni studi psicodinamici (Kendler e coll., 1992), che hanno evidenziato un aumento del rischio di fobia in chi ha subito la morte di un genitore prima dei 17 anni di età.

Si tratta insomma di una vera patologia, da non confondere con il semplice ribrezzo che molti provano di fronte agli insetti.
A fare la differenza sono i sintomi: tremori, sudorazione, tachicardia, nausea, difficoltà respiratorie e vertigini.

Se vi ritrovate in questa descrizione, non disperate: esistono delle cure.
A livello psicologico, la principale strategia terapeutica , di tipo cognitivo-comportamentale, si chiama desensibilizzazione e consiste nel confrontarsi con la propria paura.
Si comincia con una serie di foto, per poi passare in modo molto graduale all’oggetto reale, il temuto insetto: poco a poco le reazioni di allarme diventeranno più contenute e più controllabili.
È importante che questo avvenga sotto il controllo di un professionista, che sappia quando è il momento di fermarsi.
In questo modo quasi tutti i pazienti guariscono e non presentano ricadute.

In caso contrario, si può anche ricorrere ai farmaci: il primo a essere approvato ufficialmente dalla Food and drug administration specificamente per queste fobie è la paroxetina, un antidepressivo che inibisce la ricaptazione della serotonina.

Infine, un aiuto in più a sconfiggere l’ansia arriva dalle tecniche di rilassamento come il training autogeno e la psicoterapia ipnotica.Attenzione però: da provare su di voi, non sugli insetti!


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Redazione Sanihelp.it

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