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Festività

Il giusto spirito del Natale

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Pubblicato il: 20-12-2011

Se nell'immaginario collettivo il periodo natalizio rappresenta la gioia e la serenità, in molti casi le sensazioni legate a questa festa sono molteplici. Vediamole insieme.

Il giusto spirito del Natale © Photos.com Sanihelp.it - Come ci racconta la dottoressa Michela Rosati, psicologa e psicoterapeuta a Terni, specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale, c’è ancora chi vive il Natale nella serenità della famiglia, ma c’è anche chi lo trova un momento particolarmente difficile, magari perché ha subito la perdita di una persona cara o perché è separato, divorziato o lontano da amici e familiari. Probabilmente queste persone al solo pensiero della festività già immaginano quanto si sentiranno sole, incomprese e tristi. Pensare al peggio può essere considerato un modo per proteggersi, perché ci si prepara mentalmente alla situazione spiacevole. Ma quando le feste finalmente hanno inizio, questo tipo di difesa si rivela scarsamente efficace: molti infatti si scoprono incapaci di stare in compagnia di amici e parenti, ma sentono di volersi rifugiare in un luogo sicuro, lontani dagli altri, fino quasi a nascondersi.

Il bombardamento mediatico, che da ottobre a gennaio quotidianamente propone immagini di persone serene, intente a trascorrere momenti felici insieme alle loro famiglie, non fa che acuire il disagio. In realtà, nonostante in pubblicità tutto assuma contorni da favola, le feste rappresentano un momento critico per moltissime persone, anche per chi ha relazioni stabili e una vita tranquilla.





Dottoressa, cosa si può fare allora per tenere lontano lo stress durante le festività?

1. Si può cominciare a capire che provare tristezza, rabbia o preoccupazione è del tutto normale. Sono emozioni: concedendosi la possibilità di sperimentarle, senza temerle, passeranno più rapidamente e lasceranno spazio anche ad altri stati d’animo. Ovviamente confrontarsi con una persona di cui si ha fiducia è sempre una buona idea. In questo periodo alcuni sono portati a enfatizzare i propri sentimenti negativi, la parola di un amico può aiutare a ritrovare la giusta visione. 

2. Nel caso in cui i problema sia rappresentato dal senso di solitudine, dovremmo chiederci se questo possa dipendere da una nostra chiusura, più che da un reale e totale abbandono da parte di amici, parenti, colleghi o conoscenti. Le persone in crisi tendono a considerarsi come di troppo in queste circostanze e raramente fanno conoscere il loro desiderio di partecipare a pranzi o cene organizzate da altri. Ma questo è un pregiudizio: ci sono molte famiglie che condividono volentieri le feste con degli ospiti, anche perché spesso la loro presenza impedisce a vecchi conflitti, mai risolti, di riesplodere durante il periodo di Natale.

3. Se proprio non si ha voglia di festeggiare con chi appartiene alla nostra rete sociale, allora è il momento di mettersi a disposizione di coloro che sicuramente trascorreranno le vacanze in difficoltà e povertà. Si può contattare per tempo un’organizzazione o un ente di beneficenza e fare la propria parte. Molti riferiscono di aver trascorso le festività più commoventi e appaganti al servizio dei più bisognosi.

4. Il Natale può essere un momento critico anche per le coppie. Intanto, avere qualche giorno di festa a disposizione, senza particolari programmi, lascia più spazio all’improvvisazione. E capita spesso che, mentre uno sogni di rilassarsi sul divano tutto il giorno, l’altra abbia già prenotato biglietti per visitare musei e città d’arte. Per non parlare del tradizionale pranzo con i parenti, capace, a volte, di scatenare i più feroci litigi. Quello che suggerisco è di non idealizzare le festività natalizie, di non pretendere che tutto debba necessariamente andare bene, che tutti debbano sentirsi per forza felici e soddisfatti. Bisognerebbe evitare una visione dicotomica: o è tutto perfetto, o è tutto perduto. «Mi hai rovinato il Natale» è un’accusa che genera risentimento e senso di colpa. Meglio invece utilizzare l’ironia e ridere in modo complice di quello che succede, restando uniti.

5. Chi invece è alle prese con il primo Natale da genitore single non perda quest’occasione per iniziare una nuova tradizione di famiglia con i propri figli. I bambini sono sorprendentemente creativi ed è possibile coinvolgerli in attività che rendano questo giorno comunque speciale.

6. E a quelli che hanno intenzione di passare le feste da soli, magari chiusi in casa fino ad anno nuovo, consiglio di evitare film strappalacrime, musica deprimente e giornate passate a letto. Molto meglio sfruttare questo tempo libero per concentrarsi e pensare a sé, cercando di trovare nuove soluzioni che possano spingere la propria vita verso un futuro più stimolante. Iniziare un nuovo percorso, un nuovo lavoro o semplicemente modificare un atteggiamento mentale può essere molto eccitante. Le feste trascorse in compagnia di se stessi rappresentano un’ottima opportunità per decidere di assumersi qualche rischio e cambiare direzione.

7. Bando all’indolenza: un caminetto acceso, un buon libro, un vino d’annata rappresentano il Natale proibito di molti italiani, sfiniti da interminabili visite a parenti noiosi e da improbabili giochi di società.

8. Infine, tranne nel caso di un disagio interiore persistente e intenso, per cui è buona norma rivolgersi immediatamente agli specialisti, suggerisco di non perdere di vista la cosa più importante: le feste, a conti fatti, hanno una durata davvero breve. Non vale la pena angosciarsi più di tanto. In pochi giorni, infatti, tutto tornerà alla consueta normalità.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
www.michelarosati.it

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