Frutta secca a Natale
La frutta secca non può mancare nel fine pasto di questi giorni di festa: è buonissima, ma molto calorica, va consumata perciò con moderazione
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Sanihelp.it - Un antico adagio recita “Piovono uva passa e fichi secchi”: la
frutta secca è considerata di buon augurio e per questo non può mancare alla fine del pasto delle festività natalizie.
La frutta secca ha un basso potere saziante, per questo uno tira l’altro, ma ha un elevato apporto calorico: 100 g di arachidi, mandorle, pistacchi o pinoli apportano 500-600 Kcalorie; 3 noci apportano circa 100 kcal, per questo motivo è giusto consumare qualche frutto secco come buon augurio, ma senza esagerare!
È bene precisare, comunque, che bisognerebbe distinguere fra la frutta secca zuccherina ottenuta dall’essicazione della frutta con polpa come fichi, uva, albicocche e prugne e quella che viene ugualmente identificata come frutta secca per la consistenza della sua polpa, ma che in realtà consta di semi oleosi come le noci, le mandorle e le nocciole.
La frutta oleosa è un’ottima fonte di acidi grassi insaturi, contiene proteine dall’elevato valore nutrizionale, mentre la frutta zuccherina è ricca di fibre, sali minerali,
antiossidanti e vitamine: ecco perché una noce e un dattero o qualche mandorla e qualche fico secco deliziano il palato e fanno bene alla salute; l’importante è appunto stare molto attenti alle quantità per non far aumentare vertiginosamente il
conto calorico a fine pasto.
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di Angela Nanni
Fonte: WebMD
Tags: frutta, secca, natale
Revisione: 20-12-2011