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Udito

Banfi è un po' sordo, ma non per l'età

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Pubblicato il: 20-12-2011

Testimonial di una famosa azienda che produce apparecchi acustici, Banfi li usa davvero, ma la sua sordità è frutto di un incidente al poligono.

Banfi è un po' sordo, ma non per l'età © Rete Sanihelp.it - Quando lo abbiamo visto comparire in Tv per consigliare l’acquisto di un apparecchio acustico, tanti, forse tutti, hanno pensato che Lino Banfi fosse stato scelto in virtù proprio del suo ruolo di nonno italiano per eccellenza, forte della sua età ma anche del ruolo di Nonno Libero a lungo ricoperto in Un medico in famiglia. Del resto, si sa, i problemi di udito vengono sempre accomunati alla terza età.

E probabilmente la motivazione alla base della campagna pubblicitaria è stata questa, ma, almeno stavolta, non è tutta una trovata di marketing: «Sapete che io quegli apparecchietti li porto davvero? Sì, sono un po’ sordo» ed è stato lo stesso attore pugliese a confessarlo in una recente intervista. Non sorprende: a 75 anni compiuti sono tanti gli Italiani che si trovano a fare i conti con il calo dell’udito, perché le cellule dell’orecchio interno, deputate alla trasformazione del segnale sonoro in un impulso elettrico che giunga al cervello, invecchiano e non sono sostituibili.

Ma questa volta l’anagrafica non ha colpe: Banfi avrebbe perso il 30% circa della propria capacità uditiva al poligono di tiro, lo scorso anno, mentre stava girando le prime scene dell’ultima serie televisiva che lo ha visto protagonista, Il commissario Zagaria. «Sono andato a un poligono di tiro. Come tutti, avevo i tappi per proteggere le orecchie. Solo che continuavo a metterli e toglierli per sentire le domande dei giornalisti presenti. E certi colpi d’arma da fuoco me li sono beccati in pieno nei timpani» ha raccontato. «Quando sono tornato a casa, ero frastornato, mi girava la testa e avevo qualche problema di equilibrio. Soprattutto, le voci dei miei figli avevano assunto un suono metallico».

La visita dall’otorino ha confermato la perdita di udito e la necessità di ricorrere a un apparecchio acustico, non senza qualche difficoltà di accettazione: « Ammetto di esserci rimasto molto male: la sordità è un handicap che non accetti a cuor leggero, soprattutto all’inizio. Poi ci fai l’abitudine. Il mio cervello ha accettato questo difetto».


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