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Novità per le future mamme

Odon: l'alternativa naturale al cesareo

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Pubblicato il: 10-01-2012

Una metodica simile all'abbraccio delle mani consente al feto una più facile fuoriuscita. Possibile riduzione del 5-6% dei cesarei. Presto disponibile in Italia.

Odon: l'alternativa naturale al cesareo © Photos.com Sanihelp.it - Si chiama Odon device e deve il nome al suo inventore, un meccanico che ne ebbe l’intuizione studiando un metodo per estrarre i tappi dalle bottiglie vuote. È una nuova metodica per la gestione di parti complicati dall’esaurimento di forze della mamma, dalla diminuzione di contrazioni o dalle eccessive dimensioni della testa del feto.

Costituito da una sorta di sacchetto di plastica con doppia intercapedine, collegato a un applicatore del medesimo materiale, avvolge in maniera molto delicata, del tutto similmente a quanto potrebbero fare la coppia delle mani, la testa del feto che si presenta nel canale del parto aiutandola a scivolare più agevolmente lungo le pareti vaginali.

Tutto questo avviene a quasi 300 anni dall’introduzione del forcipe e a 100 dalla ventosa, tecniche che hanno più volte mostrato limiti e pericoli e oggi raramente utilizzate.

«Cinque anni fa – racconta l’inventore Jorge Odon – dopo aver visto due dei meccanici che lavorano nel mio garage sfidarsi a estrarre un tappo da una bottiglia vuota facendo ricorso a un trucco scoperto su internet, mi sono svegliato nel mezzo della notte pensando di usare lo stesso principio per assistere i parti difficili.

Non era la prima volta che durante il sonno mi venivano idee nuove, alcune delle quali sono ora brevetti. Ma mai mi era venuta un’idea che avesse a che fare con la medicina, un campo in cui non ho alcuna preparazione e a cui non mi ero mai interessato. Vedere oggi che il dispositivo ha generato tanto interesse a livello internazionale è per me una grande soddisfazione, ma il mio sogno è che questa invenzione possa essere presto disponibile nelle sale parto per aiutare le madri di tutto il mondo».

Lo strumento, approvato dall'Organizzazione mondiale della sanità, ha diversi vantaggi: bassissimi costi di realizzazione per la tipologia dei materiali (cellophan e plastica), facilità di esecuzione, sicurezza, assenza di controindicazioni e effetti collaterali sia per la donna che per il bambino.

Eseguiti studi di simulazione su manichini con ottimi risultati, lo strumento è già in uso in un ospedale di Buenos Aires. Da marzo 2012 partiranno in Italia, in collaborazione con l’OMS, i primi studi di validazione clinica e di tutte le possibili applicazioni.

Accolto favorevolmente dalla classe medica e dalla popolazione femminile, si stima che l’Odon device possa ridurre del 5-6% il numero dei tagli cesarei, ancora elevatissimi in Italia.
Tuttavia si dovrà attendere ancora un anno o poco più per il pieno ingresso dell’Odon negli ospedali italiani, perché una volta completati e superati tutti i test di validazione e sicurezza, occorrerà un'adeguata commercializzazione e industrializzazione.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Congresso Mondiale sulla Salute Materna e Neonatale di Roma

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