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Meno calorie per un cervello più attivo

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Pubblicato il: 11-01-2012
Sanihelp.it - Ultime dal mondo della scienza. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani dell'Università Cattolica di Roma, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) rivela che è una proteina a mantenere giovane il cervello, ritardando la comparsa delle defaillance e della demenza.
La preziosa molecola verrebbe messa KO da diete smodate, mentre un’alimentazione a basso contenuto di calorie ne favorirebbe l'azione.

Motivo in più, oltre ai tanti già noti, per porre maggior attenzione a ciò che mettiamo nel piatto.

Mangiare troppo non solo aumenta il rischio dell’insorgere di patologie croniche molto pericolose quali l’obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete e l’ipertensione, ma farebbe dunque anche invecchiare il cervello.

Ecco il commento del prof. Enrico Arcelli, docente presso il dipartimento di nutrizione sportiva presso la Facolta' di Scienze Motorie dell'Universita' di Milano: «Già da decenni, in base a studi su animali, si sapeva che mangiare poco, senza però avere carenze, é la via per rendere più probabile la longevità e per ridurre i rischio di molte malattie. Da qualche anno si sa altresì che in questo sono implicate alcune molecole e che questo vale anche per l'efficienza del cervello. La cosa più importante per riuscire a mangiare poco, ma correttamente, ad ogni modo, é scegliere cibi che non fanno insorgere precocemente la fame, come invece capita se si prendono tanti carboidrati di quelli che vengono digeriti e assorbiti velocemente, come pane, riso, patate, cereali del mattino, bibite dolci e così via. Al tempo stesso si devono prendere alimenti che danno sazietà precocemente (mentre si é ancora a tavola), come le verdure e la frutta , e che danno sazietà a lungo termine (ossia fanno tornare più tardi la fame), per esempio le proteine, fra le quali é sempre preferibile assumere quelle magre, tipo pesce, pollame, affettati come prosciutto sgrassato e bresaola, latticini magri e così via.»


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ANSA

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