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È allarme per le troppe prescrizioni e l'uso scorretto

Troppi antibiotici fanno male

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Pubblicato il: 17-01-2012

L'Italia è il Paese dove si prendono più antibiotici: farmaci troppo prescritti e troppo usati. L'allarme arriva dall'Aifa. Alcune semplici regole per non sbagliare.

Troppi antibiotici fanno male © Photos.com Sanihelp.it - Gli antibiotici sono diventati talmente diffusi che non riusciamo neanche a immaginare un mondo senza penicillina, come meno di un secolo fa. E sono così comuni che li usiamo anche quando non dovremmo, ovvero per curare infezioni virali come raffreddori e influenze, per accelerare la guarigione o prevenire un peggioramento dei sintomi.

L’Italia è il Paese europeo con il più alto consumo di antibiotici. Solo la Grecia e Cipro fanno peggio di noi. Anche il tasso di antibioticoresistenza è il più alto e sta diventando preoccupante, come spiega la dottoressa Giusi Ferraro, direttrice della farmacia ospedaliera dell’Azienda ospedaliera Pia Fondazione di Culto e Religione Cardinale Panico di Tricase: «II consumo inappropriato ed eccessivo degli antibiotici porta allo sviluppo dell’antibioticoresistenza, ossia la capacità di un microrganismo di resistere all'azione di uno o più antibiotici che conseguentemente diventano, nei suoi confronti, inefficaci.

L’antibioticoresistenza è un problema che coinvolge la comunità e le strutture sanitarie, ma in ospedale la possibilità di trasmissione è amplificata. Le infezioni nosocomiali sono spesso causate da microrganismi resistenti agli antibiotici e ciò può costituire un fattore di fallimento del trattamento delle infezioni, causando aumento della morbilità, allungamento delle degenze ospedaliere e incrementando la mortalità legata a queste malattie».

Secondo i dati del rapporto Osmed 2010 curato dall’Istituto Superiore di Sanità, gli antibiotici sono tra i farmaci più usati dagli italiani: 8 bambini su 10 ricevono almeno una prescrizione all'anno. «Oggi, quando si diagnostica un’influenza, subito si ricorre all’uso di una terapia antibatterica e la stessa cosa accade con un comune raffreddore o una laringotracheite acuta. Insomma, si usano per curare anche infezioni virali contro le quali non servono», spiega l'esperta.

«L’antibiotico ha un’azione battericida o batteriostatica: uccide direttamente i batteri o li blocca nella crescita, è il sistema immunitario poi a eliminarli definitivamente. Inoltre non sono tutti uguali.

Quelli ad ampio spettro agiscono su molte specie di batteri, quindi su molte infezioni, quelli a spettro limitato esercitano un’azione più selettiva, mirata ad alcune infezioni - precisa la dottoressa Ferraro - Quindi gli antibiotici servono a combattere le infezioni batteriche, come per esempio tonsilliti, polmoniti e meningiti ma non l'influenza e il raffreddore, causati da virus. In questi casi la somministrazione di antibiotici è inutile, anzi può essere dannosa.

Per capire l’origine di un’infezione è necessario rivolgersi al medico che, solo dopo una visita e dopo aver opportunamente interpretato eventuali esami, sarà in grado di formulare una diagnosi».

Il mal di gola è uno dei mali di stagione più frequenti e il suo rapporto con gli antibiotici è spesso fonte di dubbi. «Anche in questo caso occorre capirne l’origine. Si raccomandano gli antibiotici solo nel caso di un’infezione batterica e non di origine virale, che va trattata invece con farmaci che servono ad alleviare i sintomi, ridurre il dolore e disinfettare la gola», chiarisce la dottoressa.

Poche e semplici le regole da seguire: ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione medica, mai autosomministrarli, non interrompere la terapia prima dei tempi e non assumere antibiotici per curare infezioni virali. Inoltre il farmacista può consigliare l’uso del generico che fornisce le medesime garanzie di sicurezza, efficacia e qualità dei farmaci originali ma a un prezzo inferiore.


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