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Adolescenti

Sessualità e infanzia

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Pubblicato il: 11-01-2012

Grazie al contributo della dottoressa Giorgia Aloisio, psicologa e psicoterapeuta scopriamo lo sviluppo della sfera libidica a partire dalla primissima infanzia.

Sessualità e infanzia © Photos.com Sanihelp.it - Senza dubbio l’età adolescenziale rappresenta il momento in cui l’attività sessuale e il desiderio raggiungono il culmine, irrompendo in maniera esplosiva nella vita di un individuo. Non dobbiamo però dimenticare che esiste un filo rosso che collega bambino, adolescente, adulto e che la sfera libidica è presente nell’esistenza di una persona fin dalla primissima infanzia. Le modalità con le quali questo sviluppo ha avuto luogo dirigeranno l’evolversi della personalità del soggetto e lo condurranno all’età matura.

Si dice che Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, abbia scoperto la sessualità infantile: in realtà, più che di una scoperta, si tratta di aver esplicitato una dimensione da sempre esistita che fino ai primi del Novecento era stata fortemente negata e censurata.
Freud tratta del bambino nei termini di perverso polimorfo: perverso in quanto la sua ricerca sessuale è finalizzata al piacere e non alla riproduzione, polimorfo perché ricerca questo piacere attraverso l’uso di tutti i sensi, dei vari organi e delle diverse zone erogene. 

Secondo l’autore, lo sviluppo psicosessuale del bambino è scandito in diverse fasi nelle quali predominano alcune zone erogene piuttosto che altre (fase orale, anale, fallica e genitale), durante le quali la sperimentazione del corpo plasma la psiche e la conduce alle porte dell’età adulta, cioè al periodo adolescenziale.

Il punto di partenza è identificabile in quella fase fusionale, di perfetto narcisismo che caratterizza il legame madre-bambino quando quest’ultimo è ancora neonato, in cui il rapporto con la figura materna risente dell’unità che c’era in epoca gestazionale e dove il piacere viene somministrato direttamente dalla madre che coccola, cura, nutre, alimenta il suo piccolo.

Intorno ai 5-6 anni di vita, sempre seguendo la teoria freudiana, il bambino entra nella fase edipica: in questo momento l’oggetto del desiderio diventa il genitore di sesso opposto e sorge una moderata rivalità nei confronti del genitore di sesso omologo. 

Dopo questo stadio si aprirà il periodo di latenza, durante il quale la sfera sessuale dell’individuo sembrerà come assopita e silente, fino all’inizio dell’età puberale e quella adolescenziale, stadi in cui, in base al modo in cui si è dipanata la sessualità infantile, si definiranno le linee generali della sessualità adulta (l’identità sessuale, l’orientamento sessuale del soggetto, le sue modalità libidiche preferenziali etc.).

Come possiamo osservare da questa rapida panoramica, la vita sessuale di un individuo non inizia in epoca adolescenziale: le sue basi vengono gettate fin dalla primissima infanzia e queste serviranno per iniziare la costruzione del futuro soggetto adulto nella sua globalità.


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Intervista alla dottoressa Giorgia Aloisio

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