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Facciamo luce sull'insonnia

La luce aiuta a dormire meglio

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Pubblicato il: 17-01-2012

Chi ha difficoltà a dormire può provare la cura della luce: consiste nel trascorrere più ore della giornata al sole, per riposare meglio di notte. I risultati di uno studio.

La luce aiuta a dormire meglio © Photos.com Sanihelp.it - Il nostro buon sonno dipende da un ormone, la melatonina, detta anche ormone del buio, che regola i ritmi circadiani dell’organismo.

La secrezione delle melatonina viene regolata dalla luce: durante il giorno è inibita, mentre al buio è stimolata. Tanto più tempo si passa alla luce diurna, tanto migliore sarà la secrezione di melatonina di notte. Per questo è opportuno, di giorno, passare quanto più tempo possibile alla luce. Ciò assicura un sonno profondo, di qualità e ristoratore.

La terapia della luce, o fototerapia, riconosciuta dall'American Psychiatric Association e dal National Institute of Mental Health, è nata proprio con lo scopo di ripristinare i cicli circadiani alterati riproducendo l'intensità della luce solare. Oltre che un valido aiuto nelle patologie depressive croniche e stagionali, ha dimostrato efficacia anche su depressione post parto, sindrome premestruale, bulimia e disturbi del sonno.

Ora una ricerca ha messo in luce i vantaggi della luce anche in ambito ospedaliero, sullo stato psicofisico dei malati. Secondo l'indagine, condotta dal Maastricht University Medical Center in collaborazione con Philips, un'illuminazione adeguata incide positivamente sul sonno dei pazienti, migliorandone il benessere.

La ricerca mostra che dopo aver trascorso sette giorni in una camera ospedaliera illuminata con il nuovo sistema HealWell, sviluppato da Philips per imitare il naturale ciclo giorno–notte, i pazienti dormono in media l’8% in più rispetto a quelli in stanze con normale illuminazione.

HealWell produce livelli luminosi che cambiano gradualmente nel corso della giornata, proprio come i cambiamenti nella luce naturale in una giornata di sole, e ciò ha un effetto positivo sul sonno e sull’umore dei pazienti.

La ricerca ha dimostrato alcuni significativi miglioramenti: il tempo necessario a ogni paziente per addormentarsi si riduce di circa il 30% nel periodo compreso tra la prima e la settima notte, mentre la durata del sonno aumenta in media dell’8% a notte. Ciò significa che un paziente dorme in media 30 minuti di più.

Il lavoro è il primo di una serie di progetti che sono in corso di svolgimento, per esempio nella nuova Unità di terapia intensiva all’Ospedale Jeroen Bosch a Den Bosch e al Dipartimento di ematologia all’Erasmusziekenhuis di Rotterdam, per approfondire le conoscenze ottenute nella valutazione dell’incidenza dell’illuminazione sulle condizioni di recupero dei pazienti e sull’esperienza di cura da parte del personale sanitario.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Philips

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