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Tumori: i 5 passi avanti del 2011

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Pubblicato il: 17-01-2012

Il dottor Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto Tumori di Aviano, spiega i maggiori progressi effettuati lo scorso anno rispetto alla lotta ai tumori.

Tumori: i 5 passi avanti del 2011 © Photos.com Sanihelp.it - «Sono cinque secondo l'American Society of Clinical Oncology (ASCO) i principali progressi riscontrati nel 2011 nella lotta contro i tumori. Per la prima volta si è registrata un'aumentata sopravvivenza nei pazienti con melanoma avanzato grazie a un nuovo farmaco, il vemurafenib, che colpisce elettivamente una mutazione genica specifica nel tessuto tumorale del melanoma.

Inoltre, uno screening eseguito su oltre 50.000 attuali o ex forti fumatori ha dimostrato che una tac del polmone a basso dosaggio fatta per tre anni consecutivi riduce il rischio di morte per tumore del polmone del 20% rispetto a chi invece ha eseguito lo stesso screening ma soltanto con rx del torace. Una certa cautela comunque è necessaria per i costi che questa pratica indurrebbe e per l'alta incidenza di falsi positivi, cioè di anomalie radiologiche che non sono effettivamente tumori bensì esiti di patologie pregresse e superate.

Un farmaco biologico ha portato a una notevole percentuale di risposte cliniche nei pazienti con tumore del polmone avanzato che hanno una specifica mutazione genica, mentre un altro farmaco per il melanoma metastatico è stato anche approvato e funziona attivando le risposte immunologiche del paziente. Si è avuta, infine, la prima evidenza conclusiva che un ormone cosiddetto inibitore delle aromatasi, riduce il rischio di sviluppare il carcinoma della mammella rendendolo un trattamento preventivo molto efficace per le donne in post menopausa ad alto rischio di questo tumore».

«Mentre rimane basilare la ben nota prevenzione con corretti stili di vita in grado di ridurre significativamente il rischio di tumori, nuovi farmaci biologici e ormonali, accanto al miglior utilizzo delle indagini radiologiche nei soggetti a rischio (come i fumatori), sono già in grado di portare a progressi che, seppur non risolutivi e che non devono indurre a trionfalismi fuori luogo, segnano la strada per il futuro, come terapie sempre più personalizzate sulla base delle alterazioni genetiche dei tumori che si vogliono trattare. La strada è ancora molto lunga, questi risultati sono incoraggianti ma bisognerà senz'altro incidere sulla riduzione dei costi di queste terapie che oggi stanno diventando insostenibili per il nostro sistema sanitario. Infatti, mentre negli USA solo le assicurazioni prevedono la copertura di queste terapie, nel nostro sistema tutti i pazienti hanno diritto al trattamento gratuito con costi faraonici a carico dell'economia».

L’oncologo ribadisce che «Uno stile di vita sano può aiutare ad evitare il 40% dei tumori, come conferma uno studio inglese recentemente pubblicato sul British Journal of Cancer: eliminare il fumo, ridurre l'assunzione di alcol, adottare una dieta corretta, combattendo il sovrappeso e contemporaneamente facendo attività fisica regolare a tutte le età rimangono le regole auree per mantenersi in buona salute».


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Asca

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