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Il digiuno che fa bene alla linea

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Pubblicato il: 29-06-2009

Anche per i non credenti, il tempo della Quaresima è una buona occasione per depurarsi dagli eccessi e tornare in forma. Anche con il digiuno. Parola di dietologo.

2212">digiuno, per elevare l’anima a Dio. Al di là del valore simbolico, è possibile per un essere umano sostenere un periodo di digiuno così lungo? Risponde il dietologo Virginio Sala: «Non è possibile confermare questa ipotesi come evidenza scientifica. Si tratta di un fatto simbolico, che chi crede accetta senza mettere in discussione, e che va trattato in altre sedi. Dal punto di vista medico mi sembra un tempo troppo lungo, e non è una pratica da prendere a cuor leggero: i digiuni prolungati, specie se effettuati senza controllo medico, sono pericolosi per la salute perchè alterano l’equilibrio metabolico e idro-salino dell’organismo, portandolo a sovraccariche funzionali d’organo e a scompensi».   Anche per chi non è praticante, il senso della Quaresima può essere utilizzato come momento di depurazione dagli eccessi alimentari. Ma che valore ha il digiuno a livello dietetico? «Innanzitutto», spiega il dottor Sala, «c’è digiuno e digiuno. I digiuni prolungati sono molto complessi e richiedono un continuo controllo da parte del medico, che attraverso esami di laboratorio deve monitorare quasi quotidianamente la funzionalità di 3">6183">reni, 3">2943">fegato e 3">5405">pancreas. Si tratta di casi particolari, effettuabili solo su pazienti metabolicamente sani, e comunque molto rischiosi». C'è digiuno e digiuno, insomma. «La tradizione cristiana del venerdì di digiuno in Quaresima», dice il dietologo, «contiene in realtà un insegnamento importante dal punto di vista dietologico. Nella moderna società dei consumi e degli eccessi, siamo tutti sottoposti a diete ipercaloriche e iperlipidiche, che costringono il nostro organismo a grossi sforzi. Un giorno prefissato di digiuno permette ai sovraccaricati organi della digestione di riposare, e dà modo all’organismo di scaricare le 3">7181">tossine accumulate e di ritemprarsi. Inoltre non comporta problemi medici, se osservato da un soggetto in buona salute e senza squilibri di ordine metabolico». Questo tipo di digiuno, breve ma frequente, è utile per dimagrire? «Sì, se associato alla giusta dieta ipocalorica. Ma è un tipo di regime alimentare adatto anche nelle diete di mantenimento, o nell’alimentazione quotidiana al di là della dieta. Non dimentichiamo che dieta significa vivere bene, e questo non vuol dire per forza dimagrire. La cosa più importante è stare bene con il proprio corpo. Se poi questo comporta una diminuzione della massa corporea, si agirà di conseguenza. Ma né la dieta né il digiuno devono essere vissuti come sforzo e penitenza, altrimenti potrebbero produrre altri scompensi, soprattutto psicologici». Cosa bisogna fare durante il giorno di digiuno? «Niente, a parte l’astensione dal cibo. La brevità del periodo, 12 ore, permette di svolgere le abituali attività quotidiane e lavorative. Inizialmente, per allenarsi al digiuno completo, si potrebbe eliminare solo il pasto di mezzogiorno, a patto di fare un pasto serale frugale e senza eccessi. L’ 3">6801">attività fisica moderata va mantenuta e non è controindicata». Il digiuno va esteso anche ai liquidi? «Sì, per quanto riguarda succhi di frutta o bevande gassate ricche di 3">7661">zuccheri. L’ 3">64">acqua invece va benissimo, ma non sforzatevi di berne in quantità eccessive se non avete sete: il nostro corpo dà i segnali giusti in corrispondenza alle sue necessità». Un ultimo consiglio: diffidate delle diete alla sette chili in sette giorni, che non tengono conto del 3">4698">metabolismo, e dei cosiddetti digiuni modificati, da sostenere assumendo sostitutivi dei pasti da 400-600 calorie. Al di sotto delle 1000 calorie giornaliere, infatti, le diete sono carenti in 3">7574">vitamine e 3">6391">sali minerali, mentre il dimagrimento che si ottiene resta lo stesso: il gioco non vale la candela. "/>

Sanihelp.it - La Quaresima è cominciata. Per i cristiani praticanti, questo significa iniziare un periodo di purificazione in preparazione alla Pasqua, ricordando i 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto in totale 3">2212">digiuno, per elevare l’anima a Dio.

Al di là del valore simbolico, è possibile per un essere umano sostenere un periodo di digiuno così lungo?

Risponde il dietologo Virginio Sala: «Non è possibile confermare questa ipotesi come evidenza scientifica.
Si tratta di un fatto simbolico, che chi crede accetta senza mettere in discussione, e che va trattato in altre sedi.

Dal punto di vista medico mi sembra un tempo troppo lungo, e non è una pratica da prendere a cuor leggero: i digiuni prolungati, specie se effettuati senza controllo medico, sono pericolosi per la salute perchè alterano l’equilibrio metabolico e idro-salino dell’organismo, portandolo a sovraccariche funzionali d’organo e a scompensi».  
Anche per chi non è praticante, il senso della Quaresima può essere utilizzato come momento di depurazione dagli eccessi alimentari. Ma che valore ha il digiuno a livello dietetico?

«Innanzitutto», spiega il dottor Sala, «c’è digiuno e digiuno. I digiuni prolungati sono molto complessi e richiedono un continuo controllo da parte del medico, che attraverso esami di laboratorio deve monitorare quasi quotidianamente la funzionalità di 3">6183">reni, 3">2943">fegato e 3">5405">pancreas. Si tratta di casi particolari, effettuabili solo su pazienti metabolicamente sani, e comunque molto rischiosi».

C'è digiuno e digiuno, insomma. «La tradizione cristiana del venerdì di digiuno in Quaresima», dice il dietologo, «contiene in realtà un insegnamento importante dal punto di vista dietologico. Nella moderna società dei consumi e degli eccessi, siamo tutti sottoposti a diete ipercaloriche e iperlipidiche, che costringono il nostro organismo a grossi sforzi. Un giorno prefissato di digiuno permette ai sovraccaricati organi della digestione di riposare, e dà modo all’organismo di scaricare le 3">7181">tossine accumulate e di ritemprarsi. Inoltre non comporta problemi medici, se osservato da un soggetto in buona salute e senza squilibri di ordine metabolico».

Questo tipo di digiuno, breve ma frequente, è utile per dimagrire?

«Sì, se associato alla giusta dieta ipocalorica. Ma è un tipo di regime alimentare adatto anche nelle diete di mantenimento, o nell’alimentazione quotidiana al di là della dieta. Non dimentichiamo che dieta significa vivere bene, e questo non vuol dire per forza dimagrire. La cosa più importante è stare bene con il proprio corpo. Se poi questo comporta una diminuzione della massa corporea, si agirà di conseguenza. Ma né la dieta né il digiuno devono essere vissuti come sforzo e penitenza, altrimenti potrebbero produrre altri scompensi, soprattutto psicologici».

Cosa bisogna fare durante il giorno di digiuno?

«Niente, a parte l’astensione dal cibo. La brevità del periodo, 12 ore, permette di svolgere le abituali attività quotidiane e lavorative.
Inizialmente, per allenarsi al digiuno completo, si potrebbe eliminare solo il pasto di mezzogiorno, a patto di fare un pasto serale frugale e senza eccessi. L’ 3">6801">attività fisica moderata va mantenuta e non è controindicata».

Il digiuno va esteso anche ai liquidi?

«Sì, per quanto riguarda succhi di frutta o bevande gassate ricche di 3">7661">zuccheri. L’ 3">64">acqua invece va benissimo, ma non sforzatevi di berne in quantità eccessive se non avete sete: il nostro corpo dà i segnali giusti in corrispondenza alle sue necessità».

Un ultimo consiglio: diffidate delle diete alla sette chili in sette giorni, che non tengono conto del 3">4698">metabolismo, e dei cosiddetti digiuni modificati, da sostenere assumendo sostitutivi dei pasti da 400-600 calorie.

Al di sotto delle 1000 calorie giornaliere, infatti, le diete sono carenti in 3">7574">vitamine e 3">6391">sali minerali, mentre il dimagrimento che si ottiene resta lo stesso: il gioco non vale la candela.

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