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Andrologia

Erezione: un nuovo farmaco la salverà?

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Pubblicato il: 24-01-2012

Allo studio un'alternativa ai farmaci attuali per il deficit erettile, pensata per chi non può ricorrere a pillole blu e simili. I risultati sono attesi per fine anno.

Erezione: un nuovo farmaco la salverà? © Photos.com Sanihelp.it - Nuove speranze per quegli uomini che, pur soffrendo di un deficit dell’erezione, a causa di controindicazioni legate al rischio cardiovascolare, come l’infarto non possono ricorrere ai farmaci attualmente disponibili per ritrovare la potenza sessuale perduta. Per loro potrebbe esserci una cura alternativa, a base di acido clavulanico, una sostanza non certo nuova, tipicamente associata ad alcuni antibiotici, come l’amoxicillina.

«Questo perché, a differenza dei farmaci disponibili che intervengono esclusivamente sulla funzione erettile, l’acido clavulanico agisce sul Sistema Nervoso Centrale, intervenendo sull’azione di serotonina e dopamina, le molecole che svolgono un ruolo chiave in tutte le tre fasi della funzione sessuale, eccitazione, erezione e rilascio» spiega il professor Furio Pirozzi Farina, Presidente della Società Italiana di Andrologia.


«Il meccanismo di azione dell’acido clavulanico, oltre a mostrare effetti positivi sul maschio con disfunzione erettile di origine psicogena, apre nuove speranze per il trattamento delle disfunzioni legate ai problemi di eccitazione, ad esempio l’eiaculazione precoce, e anche nel trattamento delle disfunzioni sessuali femminili» aggiunge il professore.

L’acido clavulanico è stato prima studiato, nel 2009, sugli animali: gli scienziati dell’Università di Utrech, nei Paesi Bassi, hanno rilevato come la somministrazione della sostanza nei ratti portasse a un aumento dell’attività sessuale. Il principio attivo è stato quindi successivamente sperimentato sull’uomo, in particolare su 39 maschi tra i 18 e i 65 anni con disfunzione erettile, dimostrandosi sicuro e ben tollerato, senza quindi dar luogo a significativi eventi avversi. Ora siamo alla seconda fase dello studio, che coinvolge 225 uomini, sempre tra i 18 e i 65 anni e con disfunzione erettile: i risultati, che potranno confermare o smentire i benefici del farmaco, sono attesi per fine 2012.


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comunicato stampa

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