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Vaccinazione HPV: Italia terza in Europa

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Pubblicato il: 31-01-2012
Sanihelp.it - Tempo di bilanci per l’Italia alla scadenza della campagna vaccinale contro il Papilloma Virus (HPV), fissata alla fine del 2012. Mezzo sospiro di sollievo per il nostro Paese che si colloca ai primi posti, con una copertura media nazionale della coorte 1997-1998 per le 3 dosi di vaccino del 65%, dietro Regno Unito (81%) e Portogallo (80%).

Dunque l’Italia, pur con un'adesione soddisfacente, rischia di fare sfumare l’obiettivo di copertura vaccinale fissato dall’Intesa Stato-Regioni al 95%. Di certo ha influito la scarsa informazione sull’importanza della prevenzione primaria e secondaria. Occorre quindi una più efficace sensibilizzazione all’HPV e una maggior chiarezza anche al momento di un Pap Test positivo.

Ogni anno in Italia a 17 mila donne viene, infatti, diagnosticata una lesione precancerosa, campanello d’allarme per lo sviluppo di un carcinoma alla cervice uterina.  Purtroppo non viene ancora compreso il vantaggio che il vaccino avrebbe nella prevenzione delle lesioni precancerose. A metterlo in evidenza sono i risultati di un’indagine promossa da O.N.Da, che ha coinvolto in tre città (Milano, Bari e Roma) 40 donne.

L’indagine ha mostrato un sentimento di paura verso l’HPV e il Pap Test positivo, che si riflette sia sulla sfera personale – la donna prova vergogna, senso di colpa – sia sulla sfera sessuale.  Tra i dati della ricerca emerge anche la soddisfazione per l’assistenza medica ricevuta (75%), mentre il 50% delle donne è critica riguardo alle modalità di comunicazione della diagnosi e sulla chiarezza dei referenti.

L’impegno italiano prosegue ora con il Progetto Aurora, che si rivolge agli Stati membri di più recente adesione, nei quali il tasso di incidenza e mortalità di malattia restano ancora altissimi, con punte, nel 2008, rispettivamente di 29 casi e 16 decessi su 100 mila donne per mancanza di screening e adeguate conoscenze.

Lo screening ha portato a un sensibile decremento della patologia della cervice uterina nelle aree in cui era attivo: nel 2008 in Italia i casi di tumore sono stati 8.02 su 100.000 con un tasso di mortalità di 2.01 su 100.000 rispetto alla Romania, dove lo screening è inesistente, che ha registrato 29 casi e 16.02 decessi su 100.000.


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