Fritto? Perché no?
Il carnevale è vicino: come dire no a tutti i fritti che rallegreranno la festa?La frittura se fatta con olio d'oliva si può portare in tavola con buona pace del sistema cardiovascolare
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Uno studio condotto presso l’università autonoma di Madrid rassicura: chi è in buona salute, può consumare
frittura anche 2-3 volte a settimana purchè la frittura sia fatta con
olio extra-vergine d’oliva o al massimo con olio di semi di girasole.
Secondo questo studio la frittura può essere consumata con moderazione sempre che non si è a dieta: quando gli alimenti vengono immersi nell’olio bollente assorbono un certo quantitativo di olio che ne incrementa l’apporto calorico; ogni grammo di olio assorbito apporta circa 9 kcal in più all’alimento che ha subito frittura.
Lo studio in questione ha cercato di capire se il consumo di alimenti fritti può aumentare l’incidenza di malattie cardiovascolari: al momento non esistono studi che dimostrano l’esistenza di una relazione diretta fra consumo di alimenti fritti e stato di salute, semmai sono le errate abitudini alimentari che possono peggiorare lo stato generale di salute.
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di Angela Nanni
Fonte: BMJ
Tags: fritto, perché,
Revisione: 31-01-2012