Studi
Bye Bye interruttore del piacere
Conferme, smentite, anche la scienza non sembra darsi pace sulla questione punto G. Esiste o non esiste? L'ultimo studio dice no.
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Sanihelp.it - È
negativo l’ultimo
verdetto sull’
esistenza del punto G, quella piccola area dei
genitali femminili che, se opportunamente stimolata, sarebbe in grado di aprire a lei le porte della
felicità carnale.
A sostenerlo è un gruppo di studiosi dello
Yale-New Haven Hospital in Connecticut che, proprio per tentare di mettere la parola fine a un dibatto che dura da decenni, hanno riletto tutti gli studi esistenti sul punto G, giungendo a questa conclusione, pubblicata sulla rivista scientifica
Journal of Sexual Medicine: «
Misure investigative obiettive non sono riuscite a produrre un'evidenza forte e consistente dell'esistenza di una
regione anatomica correlabile al famoso
punto G».
Chissà se il
ginecologo tedesco Gräfenberg, il primo nel 1950 a parlare di questa zona specifica e a darle il nome, avrebbe immaginato che dalla sua ricerca sarebbe scaturito un
dibattito pluridecennale. C’è infatti da scommettere che la questione non finirà qui. Siamo ormai abituati, infatti, a un’altalena di conferme e smentite, a colpi di studi scientifici, che alimentano quello è, allo stato attuale, il mito della
sessuologia mondiale.
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di Valeria Ghitti
Fonte: Adnkronos
Tags: bye, bye, interruttore, piacere
Revisione: 01-02-2012