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Bimbi più sani se mamma ha preso gli omega-3

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Pubblicato il: 01-02-2012
Sanihelp.it - Si è parlato anche di alimentazione al congresso di «Ginecologia, medicina della riproduzione e ostetricia» organizzato dalla SIOG (Società Italiana di Oncologia e Ginecologia), tenutosi a Roma dal 19 al 21 gennaio presso il Complesso Monumentale di Santo Spirito in Saxia.

Alimentazione in gravidanza. Sì, perché il dottor Riccardo Pina, laureato in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, responsabile del progetto «Dieta Zona» per l’Europa, ha voluto ancora una volta focalizzare l’attenzione sul rapporto esistente tra una corretta integrazione di acidi grassi omega-3 nella dieta della futura mamma e la salute del nascituro.

«Gli acidi grassi omega-3 a catena lunga sono un elemento cruciale per lo sviluppo cerebrale, del tessuto nervoso e della retina del feto e mettono il neonato, al momento della nascita, in una condizione di massimo vantaggio intellettuale e di riduzione del rischio di future forme allergiche.» ha dichiarato il dottor Pina durante il suo intervento al congresso «Secondo alcuni studi epidemiologici, le donne in gravidanza hanno una maggiore necessità di acidi grassi essenziali omega-3. Le ricerche scientifiche indicano che i due omega-3 più utili sono EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Sebbene EPA e DHA si presentino naturalmente insieme e agiscano entrambi a livello corporeo, gli studi dimostrano che ciascun acido grasso ha vantaggi unici. L’EPA sostiene il cuore, il sistema immunitario e la risposta infiammatoria. Il DHA supporta il cervello, gli occhi e il sistema nervoso centrale ed è per questo che è fondamentale per le donne in gravidanza e in allattamento».

E ancora «Il feto ha necessità di DHA soprattutto durante l'ultimo trimestre di gravidanza, quando nuove cellule cerebrali vengono create a un ritmo prodigioso (oltre 250.000 cellule nervose al minuto) e fino a 18 mesi di vita. Le donne incinte che consumano grandi quantitativi di acidi grassi omega-3 a catena lunga sono meno soggette a nascite premature. Questi acidi grassi sono quindi importanti per i tempi di gestazione e per l’ottimale peso alla nascita. I bambini prematuri, a volte hanno problemi fisici e neurologici, come le difficoltà di apprendimento».

Come fare dunque a incrementare l’assunzione di omega-3 in gravidanza? Aumentando il consumo di pesce, buona fonte di DHA ed EPA. Potrebbe sembrare la via più semplice e naturale. Ma non è così. Questo alimento è infatti quasi sempre contaminato da mercurio, piombo, PCB, diossine, ecc. (tutte le sostanze nocive che si trovano nel mare).

Valida alternativa allora gli integratori di olio di pesce, contenenti sia EPA e DHA, concentrati e purificati, da assumere secondo le dosi e modalità indicate dal medico curante.


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www.zonacademy.com

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