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Chirurgia plastica

Pericolo in seno alla Titocchia

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Pubblicato il: 07-02-2012

Scontenta della sua seconda misura di seno, l'attrice di Centovetrine ha optato per una mastoplastica additiva. E ha rischiato grosso.

Pericolo in seno alla Titocchia © Rete Sanihelp.it - Il desiderio di un seno più abbondante è costato caro a Emanuela Titocchia, conduttrice e attrice del piccolo schermo che, sottopostasi a un intervento di chirurgia plastica per aumentare la taglia del décolleté ha rischiato seriamente la vita. La scelta è maturata un anno e mezzo fa: Emanuela non era soddisfatta della seconda misura di seno, resa meno florida anche dalle conseguenza dell’anoressia, di cui la star ha sofferto in gioventù. Da qui la decisione di rivolgersi al chirurgo: non uno qualunque, ma un professionista cui si era già affidata per altri interventi.

«Tuttavia ammetto di non essere arrivata particolarmente preparata all’appuntamento con il chirurgo. Un po’ perché non ho l’abitudine di fare indagini e di informarmi. E poi anche per la paura di sapere troppo: mi intimoriva conoscere in anticipo i dettagli di un’operazione che prevede un’incisione su una zona così intima e delicata come il seno» racconta in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi al settimanale Nuovo.

L’operazione non dà problemi, ma è il post-operatorio ad essere drammatico. Due giorni dopo l’intervento Emanuela viene dimessa, nonostante perda molto sangue: « Una volta a casa, avevo febbre alta, nausea e dolori atroci. Quando, dopo tre giorni, sono tornata dal chirurgo per togliere le bende ero piena di ematomi. Avevo i fianchi neri» racconta l’ex concorrente de La Talpa.

Il dolore e i sintomi, però, vengono minimizzati dal chirurgo che li attribuisce a un normale decorso post-operatorio. Una volta a casa i disturbi si fanno insopportabili tanto che l’attrice decide di seguire il consiglio di un cugino, anch’egli medico e si rivolge al pronto soccorso, raggiungendo addirittura a piedi l’ospedale San Carlo di Roma. «Avevo l’emoglobina bassissima, rischiavo un arresto cardiaco e lesioni cerebrali, volevano sottopormi a trasfusioni» ricorda la Titocchia.« Se vai a casa rischi di non tornare più, mi ripeteva una dottoressa. Quando ho visto che mi stavano preparando la barella, ho realizzato che la mia situazione era veramente molto grave».

Fortunatamente l’epilogo è stato positivo, ed ora Emanuela ricorda alle tante donne come lei che desiderano ricorrere al bisturi: «Non bisogna sottovalutare nessun tipo di operazione. La mastoplastica additiva può sembrare poco complicata, ma si tratta sempre di chirurgia».


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