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Il Tai Chi aiuta gli ammalati cronici

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Pubblicato il: 16-03-2004

Ricerche recenti hanno dimostrato che il Tai Chi, antica arte marziale basata sull'equilibrio e la flessibilità, può essere utile per la cura di molte malattie croniche. I vantaggi rilevati sono tanti, ma gli studi sono ancora in corso.

Sanihelp.it - Il Tai Chi colpisce al cuore, e non solo: quest’antica arte marziale cinese sembra avere molti benefici effetti sulle persone affette da malattie croniche, inclusi disturbi cardiaci, articolari e sclerosi multipla.

Il Tai Chi potrebbe anche aiutare gli anziani a recuperare forza fisica, equilibrio e flessibilità, oltre che ridurre dolore e ansia tra gli individui sani.

Nonostante gli apparenti benefici di questa disciplina, l’autrice dello studio, la dottoressa Chenchen Wang, del Tufts-New England Medical Center di Boston, avverte che è ancora troppo presto perché i medici possano consigliare il Tai Chi a pazienti con disturbi cronici: gli studi considerati sono ancora piuttosto carenti.

«Tutte le indicazioni risultanti da questa analisi dimostrano che il Tai Chi fa bene», afferma la Wang, «ma non possiamo ancora trarre alcuna conclusione scientifica. »

Quest’arte marziale si concentra sullo sviluppo della forza, dell’equilibrio e della flessibilità, attraverso movimenti lenti e fluidi, combinati con la formazione di immagini mentali e respirazione profonda.

Dalla sua pratica si potrebbero ricavare molti benefici: sulla memoria, sulla concentrazione e sulla digestione, ma anche su ansia e depressione.
In che modo il Tai Chi influisca sulla salute rimane però un mistero.

Per questa analisi, la dottoressa Wang e i suoi colleghi hanno esaminato i risultati di 47 studi che valutavano come la pratica della disciplina influisse sulle condizioni muscolo-scheletriche, sulla funzione cardiaca e polmonare, sul sistema immunitario e sulla salute mentale.

I ricercatori hanno scoperto che il Tai Chi migliora il funzionamento del cuore, dei vasi sanguigni e dei polmoni sia nelle persone sane che in quelle affette da patologie cardiache o che hanno subito interventi di bypass coronarico.

Negli anziani la pratica del Tai Chi è stata associata a un minore rischio di cadute e al miglioramento dell’equilibrio, della forza e della flessibilità.

L’efficacia e la sicurezza dimostrate dalle recenti ricerche, però, dipendono comunque dalle condizioni di salute: la pratica del Tai Chi potrebbe peggiorare alcuni sintomi, soprattutto in soggetti affetti da problemi articolari come l’artrite.

Le analisi continuano: la Wang ha intenzione di proseguire la ricerca insieme ai suoi colleghi, per stabilire in che modo il Tai Chi agisca e quali pazienti possano beneficiare maggiormente dalla sua pratica.
Se avete dei dubbi, pazientate ancora un po’ prima di correre a iscrivervi in palestra!


FONTE: Archives of Internal Medicine.


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Redazione Sanihelp.it

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