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Caffè decaffeinato, amico della memoria

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Pubblicato il: 07-02-2012
Sanihelp.it - I ricercatori della Mount Sinai School of Medicine di New York, in una ricerca pubblicata su Nutritional Neuroscience, hanno scoperto che il caffè decaffeinato migliora il metabolismo energetico del cervello associato al diabete di tipo 2 e fattore di rischio per la demenza e altre patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.

Gli studiosi hanno cercato di capire se aggiungere una soluzione standard di caffè decaffeinato al regime alimentare potesse migliorare la resistenza all'insulina nei topi con diabete di tipo 2. I roditori hanno ricevuto il caffè per cinque mesi e analizzandone la risposta genetica cerebrale, i ricercatori hanno scoperto che il cervello riusciva a metabolizzare il glucosio in modo più efficace e utilizzarlo per produrre energia cellulare. L'utilizzazione del glucosio, infatti, si riduce nelle persone con diabete di tipo 2, causando spesso problemi neurocognitivi.

Giulio Maria Pasinetti, docente di Neurologia e Psichiatria al Mount Sinai, spiega: «Il metabolismo energetico alterato nel cervello è noto per essere strettamente correlato con il declino cognitivo durante l'invecchiamento e nei soggetti ad alto rischio di sviluppare patologie neurodegenerative. Il nostro è il primo studio che mostra i potenziali benefici del caffè decaffeinato sia per prevenire e curare il declino cognitivo causato dal diabete di tipo 2 e dall'invecchiamento sia per contrastare l'insorgere delle malattie neurodegenerative».


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Agi

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