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Ritratto delle persone in stato vegetativo

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Pubblicato il: 14-02-2012
Sanihelp.it - La Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Besta ha presentato i risultati finali del Progetto Nazionale Funzionamento e Disabilità negli Stati Vegetativi e negli Stati di Minima Coscienza. Questa ricerca ha permesso di elaborare e analizzare dati sul più ampio campione di persone in Stato Vegetativo e Stati di Minima Coscienza mai riportato in letteratura.

L’età media dei pazienti adulti è di 55 anni e il 60% di loro è di genere maschile. La distanza media dall’evento acuto è di 5 anni per l’80% del campione, ma ci sono pazienti, nel restante 20% , che sono in Stato Vegetativo o in Stato di Minima Coscienza da più di 15 anni.

In totale sono stati censi 602 pazienti. La maggior parte di loro è ricoverata in strutture di lungodegenza, altri in strutture riabilitative e altri ancora al domicilio. Da un punto di vista territoriale, la maggior parte del campione proviene dal Nord Italia.

L’eziologia è prevalentemente di origine non traumatica (74% nel campione dei pazienti adulti), dovuta ad anossia da arresto cardiocircolatorio o emorragie cerebrali. Un risultato questo in linea con i dati ministeriali recenti che riportano una riduzione in Italia dei traumi cranici da incidente stradale.

Dei 487 caregiver, il 70% è di genere femminile e il 56% di età media oltre i 50 anni. Il 49% lavora e che la grande maggioranza dei caregiver di pazienti adulti in SV o SMC dichiara di aver ridotto tutte le attività nel tempo libero rispetto a prima dell’evento acuto del proprio caro.

Il 55,5% ha dichiarato di dedicarci più di tre ore al giorno, di cui il 22% tra le 4 e le 6 ore quotidiane, il 12% oltre le 6 ore/die. La maggior parte dei caregiver dei minori, invece, dichiara di prestare assistenza continua 24 ore al giorno.  Il 29% dichiara di dedicarsi alla cura del malato perché si sente il più adatto a farlo.

Il Progetto ha infine raccolto i dati di 1.247 operatori socio-sanitari presenti nelle strutture italiane partecipanti. Diverse figure professionali coinvolte nella cura dei pazienti con disturbi della coscienza riportano un impatto e uno stress lavorativo che varia a seconda delle differenze professionali e gli infermieri sembrano essere la categoria maggiormente a rischio.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto neurologico Carlo Besta

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