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Allenare il cervello per prevenire l'Alzheimer

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Pubblicato il: 21-02-2012

Tenere in attività il proprio cervello nel corso della vita attraverso la lettura, la scrittura e i giochi logici diminuisce il rischio di sviluppare i depositi proteici nel cervello collegati con l'Alzheimer. I risultati di uno studio.

Allenare il cervello per prevenire l'Alzheimer © Photos.com Sanihelp.it - Lo studio è stato pubblicato su Archives of Neurology ed è stato condotto dalla University of California. Ne emerge che impegnare la propria mente fin dall'infanzia riduce lo sviluppo di meno placche amiloidi. Come spiega William Jagust, autore della ricerca: «Non stiamo parlando della risposta del cervello all'amiloide ma dell'accumulo di amiloide. È una scoperta nuova di zecca che presto potrebbe offrire un modo per prevenire l'Alzheimer, una malattia che colpisce 36 milioni di persone in tutto il mondo. Numero che con l'invecchiamento della popolazione aumenterà a 66 milioni entro il 2030, e a 115 milioni nel 2050». 

Il nuovo studio è ricorso a un meccanismo di brain-imaging che funziona con la tomografia a emissione di positroni (PET scanner) che attaccano e mettono in evidenza i depositi di beta amiloide, la proteina spesso ritenuta il fattore di accesso al morbo di Alzheimer. I ricercatori hanno coinvolto 65 sessantenni sani che hanno risposto alle domande di un test che misurava il livello di attività mentale in base ai diversi periodi della propria vita a partire dai sei anni. Le domande indagavano l’abitudine a leggere quotidiani, libri, scrivere mail o lettere e il ricorso a giochi.

In seguito i partecipanti sono stati sottoposti a numerosi esami per valutarne memoria e capacità di pensiero; i loro cervelli sono stati esaminati con il nuovo tracciante, per cercare i depositi di amiloide. Il team di ricercatori ha confrontato le scansioni del cervello di dieci pazienti affetti da Alzheimer e di undici soggetti sani, riscontrando che le persone mentalmente più attive avevano più bassi livelli di amiloide beta, rispetto ai soggetti meno attivi. «Quello che i nostri dati suggeriscono – dichiara Susan Landau, che ha lavorato allo studio - è che una vita intera trascorsa a impegnarsi in queste attività ha un effetto cruciale nel mantenersi cognitivamente attivi in età avanzata. Molto probabilmente l'amiloide inizia ad accumularsi molti anni prima della comparsa dei sintomi».


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