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Segnalate epidemie in Italia e all'estero

Morbillo e rosolia: perché vaccinarsi

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Pubblicato il: 28-02-2012

Sono malattie pericolose e ancora troppo diffuse. Gli esperti vogliono debellarle completamente entro tre anni. Ma per prevenirle basta un'unica vaccinazione.

Morbillo e rosolia: perché vaccinarsi © Photos.com Sanihelp.it - Morbillo e rosolia sono malattie che fanno ancora paura. Entrambe, infatti, possono comportare seri rischi. Il morbillo è una delle malattie più contagiose che si conoscano, può causare anche complicanze gravi quali polmoniti ed encefaliti.

La rosolia, se contratta in gravidanza, può causare la sindrome da rosolia congenita che, nell’85% dei casi, comporta malformazioni congenite nei bambini tra cui problemi alla vista, problemi cardiaci e sordità.

Tutti i Paesi della regione europea dell’OMS si sono impegnati a eliminare il morbillo endemico e ridurre, a valori inferiori a 1/100.000 nati vivi, l’incidenza della rosolia e della sindrome da rosolia congenita entro il 2015.

«Raggiungere questi traguardi è possibile – afferma la professoressa Susanna Esposito, Direttore della UOC Pediatria 1 Clinica presso la Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, durante il primo meeting della Commissione formata dall’OMS per l’attuazione del Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo Endemico e della Rosolia congenita, progetto a cui hanno aderito 53 Paesi dell’Unione europea e altri Stati del mondo - L’obiettivo è raggiungere un livello nazionale di coperture vaccinali pari o maggiore al 95%.

Il miglioramento della sorveglianza del morbillo e l’introduzione della sorveglianza della rosolia congenita, il miglioramento delle coperture vaccinali per la prima dose di vaccinazione e l’introduzione della seconda dose, la valutazione dello stato immunitario e la vaccinazione delle donne in età fertile sono alcune delle strategie che verranno messe in atto».

In Italia, nella seconda metà del 2011, sono state segnalate varie epidemie di morbillo, mentre dal 1 ottobre 2010 al 30 aprile 2011 al Cnesps (Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute, Iss) sono stati registrati 1.994 casi in 17 tra Regioni e Province autonome.

Le Regioni in cui è stato registrato il maggior numero di casi (80% circa) sono Lombardia, Veneto, Piemonte e le province autonome di Trento e di Bolzano. Nel 94% dei casi l’età media dei soggetti colpiti era fra i 15 e i 44 anni; in 500 casi si sono verificate complicanze e tra queste 43 polmoniti, il 17% delle quali ha richiesto il ricovero ospedaliero.
Sempre nel 2011, si è registrata un’elevata incidenza di segnalazioni di focolai di infezioni anche in Paesi quali la Francia, la Spagna e il Belgio.

Il morbillo e la rosolia sono malattie virali che, nella maggior parte dei casi, vengono contratte in età pediatrica o comunque entro il 15° anno di età; si diffondono principalmente per via aerea, attraverso tosse, starnuti o, più semplicemente, in seguito a una conversazione troppo ravvicinata.

Insieme alla parotite, queste due malattie sono ,prevenibili con un’unica vaccinazione detta trivalente e chiamata MPR. Tutti i bambini dovrebbero essere vaccinati: l’età consigliata è a partire dal tredicesimo mese di età, seguita a una seconda dose all’età di 5-6 anni. Può essere somministrato a qualunque età e anche in contemporanea con altri vaccini.
Se il bambino ha già avuto una delle tre malattie il vaccino è comunque consigliato, come anche nel caso di un recente contatto con un malato.

Il vaccino MPR non è obbligatorio ma è raccomandato dal Ministero della Salute e da altri organismi internazionali ed è offerto gratuitamente. È generalmente ben tollerato.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
SocietÓ italiana di infettologia pediatrica

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