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Il cibo consola davvero?

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Pubblicato il: 28-02-2012

Dopo un insuccesso o una delusione, soprattutto le donne, tendono a rifugiarsi nel cibo, ma davvero cioccolatini, dolcetti e patatine possono aiutare a star meglio?

Il cibo consola davvero? © Photos.com Sanihelp.it - L’esperienza comune, i film, la pubblicità, le canzoni raccontano come molto spesso dopo una delusione, un insuccesso soprattutto le donne sfoghino la propria rabbia e frustrazione nel cibo, ma davvero il cibo può aiutare a risollevare l’umore?

Ricercatori della Penn State University si sono chiesti se sia l’umore a influenzare la scelta di determinati cibi o se siano i cibi a influenzare l’umore: per rispondere a questa domanda hanno chiesto a 42 studenti universitari di tenere, per una settimana, un dettagliato diario alimentare in cui descrivere cosa mangiavano e riportare fedelmente, accanto all’elenco dei cibi, il proprio stato d’animo.

Dall’analisi di questi dati è emerso che tanto più erano stati consumati cibi molto calorici, ricchi di sale e grassi tanto peggiore era l’umore nei due giorni successivi.
Quando ci si sente particolarmente tristi si tende ad aumentare il consumo di cibi zuccherini o che comunque aumentano il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore che aiuta a provare benessere e attiva le vie della gratificazione.

I livelli di dopamina, però aumentano solo in via transitoria e quando tornano ai valori normali rimane il senso di colpa per aver ingurgitato calorie inutili che altro non fanno che minare la forma fisica; basta il solo senso di colpa a far precipitare nuovamente l’umore, forse ancora più in basso!

Niente più cioccolatini, dolcini o abbuffate di gelato dopo una delusione?
Non è tutto così semplice e lineare: è anche vero che imporsi di eliminare certi cibi dalla propria dieta, soprattutto quelli che gratificano il palato aumenta i livelli di stress e il desiderio spasmodico di trasgredire, per questo è importante imparare a gratificarsi con intelligenza.

Se si sente il bisogno di dimenticare una delusione o un insuccesso con del gustoso gelato al cioccolato non ci si deve vietare a priori di farlo, ma si deve pensare che accanto alla trasgressione culinaria la rabbia va sfogata anche passeggiando, correndo magari cantando a squarciagola, parlando, cercando il contatto con gli amici riflettendo e cercando di rilassarsi e capire dove e come si è sbagliato; non è né evitando di mangiare né mangiando in maniera incontrollata che l’umore potrà migliorare!


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Appetite

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