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Tiroide: casi di tumore in aumento

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Pubblicato il: 28-02-2012

Il tumore della tiroide ha fatto registrare, tra il 1991 e il 2005, in Italia e nel resto dei Paesi industrializzati, il maggior incremento di nuovi casi. Il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano ha cercato di capire il perché.

Tiroide: casi di tumore in aumento © Photos.com Sanihelp.it - Un aumento importante quello dei tumori a carico della tiroide, le cui cause sono state indagate dal Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Pordenone), utilizzando i dati più recenti dell’Associazione Italiana dei Registri Rumori italiani (AIRTUM). Un aumento che ha coinvolto tutte le classi di età, con un picco nella fascia 45 – 49 anni per le donne e 65 – 69 anni per gli uomini. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista statunitense THYROID.

«È emersa una differenza significativa nella frequenza dei tumori, anche di cinque volte, tra diverse regioni italiane, spiega Luigino Dal Maso, ricercatore presso la struttura di Epidemiologia e Biostatistica di Aviano. L’aumento interessa per lo più i tumori papillari (quelli a migliore prognosi) con i tassi di incidenza più alti in Emilia Romagna e nel Lazio. Al contrario, i tassi d’incidenza più bassi sono stati riscontrati soprattutto nel Nord Italia (tra cui il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia)». 

Le tipologie di tumore alla tiroide sono quattro: papillare (circa l’80%, bassissima mortalità), follicolare, midollare e anaplastica (il 2%, la prognosi molto severa). I principali fattori di rischio accertati sono l’esposizione a radiazioni ionizzanti, la presenza di patologie benigne precedenti (in particolare di noduli benigni e gozzo), la carenza di iodio e, probabilmente, l’obesità.

Secondo le conoscenze mediche, l’incidenza dovrebbe essere più elevata dove sono presenti i principali fattori di rischio. «Dopo Chernobyl – contestualizza Luigino Dal Maso – si sono diffuse molte preoccupazioni e allarmismi per una possibile epidemia di tumori, in particolare i tumori della tiroide. I risultati della nostra ricerca condotta in tutta Italia escludono che l’eventuale esposizione alle radiazioni post-Chernobyl possano aver provocato un aumento dei tumori della tiroide. Come pubblicato dalla prestigiosa rivista Nature nel 2011, l’incidente di Chernobyl ha provocato una esposizione di circa 0,3 milliSievert (mSv), pari a circa un decimo dell’esposizione naturale a radiazioni ionizzanti. Un'esposizione, quindi, che non può spiegare il diverso aumento dei tumori della tiroide nelle regioni italiane. Anche la carenza di iodio, essendo più pronunciata nelle regioni alpine, non può spiegare il maggior aumento nelle regioni pianeggianti. Come dimostrato da studi simili condotti in altri Paesi, lo studio Italiano mette a fuoco il forte legame tra l’aumento dei tumori alla tiroide e la crescente attenzione diagnostica per queste neoplasie. Dov’è cresciuta l’attenzione per la diagnosi precoce dei tumori della tiroide con le ecografie, l’aumento è più rilevante».


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CRO Aviano

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