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A rischio chi ha almeno 5 fattori di rischio

Bimbi: il rischio obesità in 10 punti

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Pubblicato il: 20-03-2012

Tracciato l'identikit del bambino a rischio di sovrappeso o obesità. Ecco cosa possono fare i genitori, a partire dal buon esempio a tavola.

Bimbi: il rischio obesità in 10 punti © Photos.com Sanihelp.it - Se la percentuale dei bambini in sovrappeso e obesità si conferma al 29%, un altro 10% può definirsi a rischio di ingrassare, per fattori di rischio familiari o abitudini alimentari scorrette. Lo dimostrano i dati del 2°Osservatorio Nutrikid realizzato da Nestlé in collaborazione con la Clinica Pediatrica dell’Ospedale San Paolo di Milano e con SPES, Società per l’Educazione alla Salute.

È risaputo che lo sviluppo delle abitudini alimentari è influenzato soprattutto dalla struttura, dalle interazioni e dal livello culturale della famiglia. Se in casa i modelli di riferimento, cioè i genitori, mostrano abitudini alimentari corrette e relazioni interpersonali positive, si svilupperanno comportamenti altrettanto corretti, senza eccessi, carenze e ribellioni.

In questo scenario sono stati individuati i 10 principali fattori di rischio nelle abitudini dei bambini o nelle caratteristiche familiari ed è stato riscontrato che ben l’85% dei bambini coinvolti in tale progetto presenta almeno 5 di questi fattori:

1. BMI (Body Mass Index) elevato dei genitori
2. spuntini e merende non corretti
3. sesso maschile del bambino
4. area geografica (Sud e isole)
5. colazione non corretta
6. figura scorretta di riferimento, per esempio la tv, nell’educazione alimentare
7. poca attività fisica
8. abitare in città
9. cosa si beve (fuori o durante i pasti, per esempio bevande gassate e/o zuccherate)
10. titolo di studio non elevato dei genitori.

«L’avere uno o entrambi i genitori obesi è il fattore di rischio più importante per la comparsa dell’obesità in un bambino - commenta la dottoressa Elvira Verduci, della Clinica Pediatrica Ospedale San Paolo Università degli Studi di Milano - Le abitudini alimentari scorrette, soprattutto al di fuori dei due pasti principali e i comportamenti sedentari (poca attività fisica, abitare in città con poche infrastrutture e occasioni di movimento) hanno un’influenza sul BMI del bambino per il 28%.

Se il 90% dei bambini sembra consumare la prima colazione con regolarità, il 44% di questi la fa però mangiando sempre più o meno gli stessi cibi. Coloro che invece non fanno colazione al mattino tendono ad avere abitudini alimentari sbagliate anche nel corso di tutta la giornata, per esempio mangiano meno frutta e prediligono patatine. Un altro dato importante riguarda il consumo di pesce e di verdura: il 21% e il 31% del campione ne consumano occasionalmente o affatto».

Per sensibilizzare le famiglie sull'importanza di una corretta alimentazione, a febbraio 2012 è partito Best Food Generation, la tribù dell’Expo, un progetto che coinvolge circa 3.000 scuole elementari di tutta Italia e durerà quattro anni.

I bambini, sotto la guida degli insegnanti e con l’aiuto di kit didattici sviluppati in collaborazione con il professor Michele Carruba, uno dei massimi esperti di nutrizione in Italia, potranno affrontare durante le lezioni il tema dell’alimentazione sotto diversi punti di vista. In particolare, il tema della prima edizione è la varietà e ha come nucleo centrale la Piramide alimentare, uno strumento che illustra ai bambini come seguire una alimentazione il più possibile diversificata a ogni pasto.

Per la dieta dei più piccolini invece (uno-tre anni), è disponibile un nuovo libro, 100 baby ricette (a cura di Silvia Strozzi, Marco Edizioni, 9,80 euro), che fornisce alle mamme tante idee per variare l'alimentazione dei bambini proponendo ogni giorno un menu diverso, basato su pietanze naturali e leggere, ma molto gustose!


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