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Gli esami per chi corre 3

Spinometria Formetric

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Pubblicato il: 22-03-2012

Prima di intraprendere l'attività podistica. Per prevenire gli infortuni. O ancora per migliorare la performance. Tre gli esami utili per tracciare il profilo di ciascuno. Tre step per arrivare a definire l'appoggio plantare, le eventuali alterazioni posturali e molto altro ancora. Parola di… dottor Giovanni Chetta (www.giovannichetta.it).

Spinometria Formetric © Photos.com Sanihelp.it - Ultimo esame. Quello che chiude il cerchio. E che è in grado di effettuare l'analisi morfologica della colonna. Tutto questo attraverso la ricostruzione grafica del posizionamento delle vertebre nello spazio. In pratica: una sorta di fotografia della colonna in 3D (dal coccige fino alla prima vertebra cervicale) del cingolo pelvico (bacino) e scapolo-omerale (spalle).
Questa volta la tecnologia impiegata è davvero all’avanguardia e di conseguenza molto costosa. Il dottor Giovanni Chetta, Massofisioterapista e Posturologo Ergonomista iscritto all'Albo Specialistico di Biomedica Posturale A.S.Bio.P., e’ uno dei pochi che, in Italia, la possiede.

In che cosa consiste: l'esame viene eseguito in totale confort e non presenta alcuna controindicazione o effetto collaterale. Il soggetto (busto libero da indumenti e collane) viene posizionato in piedi a 2 metri di distanza dal sistema che proietta, sulla sua superficie corporea posteriore, luce alogena in forma di speciale griglia a linee orizzontali. Grazie a tale scansione ottica, il sistema Formetric rileva automaticamente i punti di repere anatomici (C7 o vertebra cervicale prominente, osso sacro, fossette lombari o di Michaelis), la linea mediana della colonna vertebrale e la rotazione di ogni segmento della stessa.

Inutile dire che la Spinometria Formetric presenta un'ampia gamma di campi di applicazione. Nel caso specifico di un runner, sia esso amatore o professionista, principiante o esperto, parliamo ad esempio della possibilità di determinare la presenza di alterazioni dell’assetto posturale che rappresentano una delle cause più comuni delle sindromi dolorose della colonna vertebrale e possono contribuire in modo determinante, nel tempo, allo sviluppo e alla progressione di discopatie vertebrali, problematiche ahimè ben note ai podisti.

E poi ancora la possibilità di ottimizzare la performance sportiva grazie a un ritrovato equilibrio e a una migliore coordinazione motoria. La diagnosi precoce di atteggiamenti scoliotici in età evolutiva e il monitoraggio di alterazioni posturali già in atto. L’individuazione di adattamenti posturali scaturiti da condizioni dolorose muscolo-scheletriche. La valutazione degli effetti di plantari e procedure riabilitative sulla postura. E molto altro ancora.
FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
dott. Giovanni Chetta

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