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Stipsi cronica, patologia in rosa

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Pubblicato il: 22-03-2012
Sanihelp.it - Secondo una recente indagine condotta da Doxa Pharma con il supporto non condizionato di Shire Italia, nel nostro Paese le persone affette da stipsi cronica sono per l’80% donne, con un’età media di 50 anni, interessate dalla patologia da circa 17 anni.
La ricerca LIRS – Laxative Inadequate Relief Survey - ha coinvolto 39 centri di gastroenterologia in tutta Italia e circa 900 pazienti, con l’intento di fare il punto sulla qualità di vita (fisica, psicologica e sociale) di chi soffre di questa patologia, sull’impatto socio-economico della stessa, e sul grado di soddisfazione/insoddisfazione dei pazienti nei confronti delle terapie oggi disponibili.

Il Professor Enrico Corazziari, Ordinario di gastroenterologia all’Università di Roma La Sapienza sottolinea: «La stipsi cronica non si limita all’alterazione dell’alvo, ma è il risultato di una sintomatologia più complessa che include, ad esempio, gonfiore, sforzo, sensazione di evacuazione incompleta, fastidio all’addome, che riducono la qualità di vita del paziente».
«Le maggiori sensazioni fisiche riferite dal paziente sono: pesantezza (72% nei casi severi), stimolo all’evacuazione senza riuscirci (66%), e gonfiore di intensità anche severa (63% ) commenta il Professor Guido Basilisco, gastroenterologo presso l’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Sensazioni che si concretizzano in difficoltà nella vita quotidiana come: attenzione alla propria alimentazione (51%), sensazione di imbarazzo nel rimanere a lungo in bagno (49%) e preoccupazione di dover cambiare abitudini (41%)».

Spesso la percezione del peggioramento della qualità della vita è legato anche all’insoddisfazione del paziente con stipsi cronica rispetto all’offerta terapeutica oggi disponibile (rappresentata principalmente dai lassativi). L’indagine LIRS rileva, infatti, che solo 1 paziente su 5 è soddisfatto della terapia in atto. 

«Fortunatamente – dichiara il Professor Vincenzo Stanghellini, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna e Gastroenterologia dell’Università degli Studi di Bologna Policlinico S. Orsola – Malpighi - da oggi la classe medica ha a disposizione una nuova opzione terapeutica rivolta alla popolazione femminile affetta da stipsi cronica che non ha trovato una risposta soddisfacente ai numerosi lassativi disponibili. Si tratta di prucalopride, una soluzione che favorisce la motilità dell’intestino in modo fisiologico. La molecola agisce, infatti, come agonista selettivo del recettore della serotonina (5-HT 4) che ha come bersaglio l'alterata motilità del colon. In questo modo viene favorito il coordinamento dei movimenti peristaltici dall’alto verso il basso, che portano i contenuti intestinali verso il retto, facilitando la normale evacuazione».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
LIRS

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