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Nel piatto più olio straniero che italiano: è allarme

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Pubblicato il: 29-03-2012
Sanihelp.it - L’arrivo in Italia di olio di oliva straniero ha raggiunto il massimo storico di 584mila tonnellate e ha superato la produzione nazionale, in calo nel 2011 a 483mila tonnellate. È quanto emerge da un'analisi presentata dalla Coldiretti promossa insieme a Fondazione Symbola e Unaprol.

Il risultato del sorpasso è il fatto che oggi la maggioranza delle bottiglie di olio provengono da olive straniere, senza che questo sia sempre chiaro ai consumatori, ma si assiste anche a una forte riduzione della qualità dell’olio in vendita oltre che a una pericolosa proliferazione di truffe e inganni. L’Italia è oggi il primo importatore mondiale di olio.

Gli oli di oliva importati in Italia vengono mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri dove sono state esportate 364mila tonnellate nel 2011.

Sotto accusa è anche la mancanza di trasparenza, visto che quattro bottiglie di olio extravergine su cinque in vendita in Italia contengono miscele di diversa origine, per le quali è illeggibile la provenienza delle olive impiegate, secondo un'indagine della Coldiretti. E questo nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009.

Il consiglio di Coldiretti, Symbola e Unaprol è quello di guardare con diffidenza ai prezzi eccessivamente bassi. Consideriamo che una confezione da un litro di un buon olio extra vergine di oliva, prodotto al 100% con olive italiane, non potrebbe costare, mediamente al consumo, sullo scaffale di un supermercato, meno di 6 euro.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Coldiretti

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