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Imparare a stare insieme giocando

Bulli già a 3 anni?

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Pubblicato il: 27-03-2012

Il bullismo può essere prevenuto fin dall'asilo. A tre anni, infatti, i bambini sviluppano le proprie competenze sociali. Un progetto divertente aiuta le famiglie e le scuole.

Bulli già a 3 anni? © Photos.com Sanihelp.it - Ricerche internazionali dicono che il bullismo esiste già alla scuola dell'infanzia, e che è a quest'età (dai tre ai sei anni) che bisogna educare i bambini a sviluppare le abilità sociali, cioè il piacere di stare insieme senza discriminazioni né prevaricazioni.

Per questo è nato Siamo Tutti Capitano, un progetto didattico promosso da Pasta del Capitano, che si rivolge alle scuole primarie e dell'infanzia d'Italia per prevenire il fenomeno del bullismo all'interno del gruppo classe.

«Bisogna scardinare l'idea che il bullismo riguardi solo la coppia vittima-bullo - spiega il professor Nicola Iannaccone, psicologo esperto di bullismo e consulente scientifico del progetto - C'è un terzo elemento fondamentale: il gruppo, che agisce da rinforzo sul bullo e rischia di diventare a sua volta protagonista di atti violenti e prevaricanti.

È su questo che dobbiamo agire, a livello familiare inculcando ai figli l'idea dello stare bene in compagnia senza isolare o discriminare nessuno, e a livello scolastico insegnando ai piccoli alunni come instaurare tra loro relazioni positive, sia in classe che fuori. Non solo: la scuola deve intervenire prontamente laddove nota atteggiamenti di aggressività o di isolamento nei confronti di qualche componente della classe».

Secondo una ricerca di Astraricerche, è forte la consapevolezza di quanto questo fenomeno stia crescendo negli ultimi anni, sia come diffusione che come gravità degli episodi (lo pensa oltre l'80% degli italiani) e di quanto la scuola sia il luogo per eccellenza del bullismo (89%).

Un fenomeno di cui il 40% degli italiani dichiara di essere stato vittima durante la propria esperienza scolastica d che mette nel mirino soprattutto individui caratterialmente deboli e che non è esclusivamente legato all'eta dell'adolescenza ma si sta diffondendo anche tra i bambini.

Gli italiani pensano che soprattutto apertura e dialogo siano gli atteggiamenti giusti per affrontare questo problema (92,6%), che si può prevenire secondo un italiano su due proponendo a bambini e ragazzi modelli di comportamento vincenti e positivi, ma non aggressivi.

«È fondamentale, per prevenire l'insorgere di comportamenti che possono degenerare in fenomeni di bullismo, intervenire proprio laddove avvengono le prime esperienze di interazione sociale tra gruppi di pari, educando a comportamenti positivi per sé e per gli altri - commenta Iannaccone - Per questo si è deciso di rivolgersi alle scuole primarie e, per la prima volta, anche alle scuole dell'infanzia».

Attraverso il confronto con il gruppo, la collaborazione reciproca e le attività proposte, i bambini esploreranno le specifiche abilità socioaffettive di ciascun animale applicandole a episodi della propria vita di gruppo e capiranno come sia possibile calibrare i propri comportamenti nelle diverse situazioni.

Questo percorso li aiuterà a riflettere sulle proprie capacità relazionali, aiutandoli a comprendere quanto sia importante superare gli antagonismi, non essere né vittime né prepotenti, imparando a diventare tutti leader positivi, nel rispetto delle attitudini di ognuno.

Il percorso didattico si rivolge ai bambini, ai loro educatori e alle loro famiglie. Hanno già scelto di aderire oltre 4.000 classi italiane. I kit didattici sono anche scaricabili on-line, dal sito www.siamotutticapitano.it.


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