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Ernia del disco? basta cambiarlo

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Pubblicato il: 11-01-2002

Oggi all'ernia al disco si può rimediare sostituendo... il disco. È successo all'ospedale Bellaria di Bologna, dove il neurochirurgo Antonio Paolo Fabrizi ha effettuato il primo intervento di questo tipo in Italia.

Sanihelp.it - La tecnica è impiegata da circa due anni negli Stati Uniti e costituisce un notevole passo avanti rispetto ai tradizionali interventi con "gabbiette metalliche", protesi che hanno il difetto di provocare in ogni caso una parziale rigidità della colonna.

La protesi
Il concetto è semplice: ripristinare la distanza tra due vertebre sostituendo il disco lombare rovinato con una protesi di nucleo discale, che sostituisce il disco malato nella sua funzione, quella di separare le vertebre e di permetterne il movimento reciproco.
La protesi, inventata dallo statunitense Charles Ray, è simile a un piccolo cubo inserito in un disco di polietilene composto al suo interno da idrogel, una sostanza in grado di assorbire i liquidi. Queste piccole spugne permettono di ristabilire la funzionalità fisiologica, consentendo il movimento.
«L'operazione» spiega Fabrizi «consiste in una piccola incisione (tra i due e i tre centimetri) tra una vertebra e l'altra per arrivare a rimuovere il disco rovinato e a inserire due cubetti di idrogel al suo posto». Il lavoro del chirurgo si ferma qui. Tempo stimato: dai trenta ai quaranta minuti. Mantenendo il paziente immobile per 36-48 ore, il cubetto assorbe l'acqua e si gonfia naturalmente, raggiungendo lo spessore medio di un disco sano. I vantaggi sono evidenti: il malato non è più costretto a rimanere fermo due settimane in ospedale, non deve più indossare busti per settimane o mesi: tutto si risolve in pochi giorni con il minimo disagio.
«La nuova filosofia alla base di questo intervento», continua Fabrizi, «è fare il meno possibile per ottenere il massimo. Senza contare che, se la protesi si deteriorasse, dato che non c'è fusione di due vertebre, si può sempre rimuovere e sostituire».

Se è cervicale
Niente paura anche se si soffre di ernia cervicale. In caso di intervento oggi la percentuale di successi è molto alta ed è quindi ingiustificato il timore dei pazienti di subire lesioni paralizzanti. Per intervenire sulla colonna cervicale si cambia sia protesi sia procedura. Si utilizza il sistema ideato negli Stati Uniti da Vincent Bryan, che è già in uso in Italia: un cuscinetto d'acqua viene inserito tra due dischi di titanio poroso. In sala operatoria l'intervento è veloce e sicuro, consentendo gli stessi vantaggi del disco lombare.
Nel caso di ernia cervicale è molto importante la fase di valutazione, sia per decidere se ricorrere alla chirurgia sia per guidare il chirurgo in caso di intervento.


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Redazione Sanihelp.it

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