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1-3 anni

Il vaccino per il morbillo

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Pubblicato il: 19-04-2012

Tosse, raffreddore, febbre e bolle rosse: ecco i segni del morbillo. Colpisce soprattutto in primavera, imperversando nelle scuole. I pediatri consigliano: Vaccinate i bambini!

Il vaccino per il morbillo © Photos.com Sanihelp.it - Arriva ogni primavera e colpisce i bambini delle scuole materne ed elementari: il morbillo è un’epidemia sottovalutata e i pediatri consigliano di ricorrere alla vaccinazione.

Alberto Ugazio, primario del dipartimento di Pediatria all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e presidente della Sip (Società italiana di Pediatria), spiega: «Per fortuna non abbiamo più le macroepidemie di una volta, ma assistiamo comunque a microepidemie che si diffondono prima in una città, poi in un'altra, imprevedibili e incontrollabili. E questa è la stagione delle malattie esantematiche. Il morbillo è una malattia molto pericolosa, da non sottovalutare, a dispetto del nome che sembra un vezzeggiativo. Basti pensare che un bambino ogni mille ammalati muore, e un altro va incontro a encefalite, che nel 50% dei casi provoca danni permanenti. Il vaccino antimorbillo è nei Lea, cioè è gratuito per tutti i bambini, tutti possono, anzi devono farlo. Il piano nazionale vaccini approvato a febbraio dal ministero della Salute prevede due vaccinazioni: a 13-15 mesi di età e a 5 anni, entrambe indispensabili per non perdere dopo poco tempo la memoria immunologica. I bambini che si vaccinano sono sotto il 90%. Può sembrare tanto, invece siamo ancora molto indietro: l'obiettivo fissato dall'Oms è di superare il 95% per eradicare l'epidemia, sotto questa soglia il morbillo continua a girare, e infatti gira».

Il morbillo è molto subdolo, il bambino può infettare gli altri ben prima che abbia la febbre alta o manifestazioni cutanee. Contina Ugazio: «È difficile dire ai genitori non mandate i figli a scuola quando sono infettivi, perché non si sa quando si ha il morbillo e quando magari un semplice raffreddore. La certezza si ha solo con l'apparire del rush cutaneo, ma ormai chi si doveva infettare si è abbondantemente infettato. Prima di tornare a scuola però devono essere totalmente scomparse tutte le bolle per non essere più infettivi. Se si manda il bambino a scuola solo perché non ha più febbre, potrebbe essere ancora un inconsapevole untore per i compagni».


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Agi

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