Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Prevenzione

Vaccino anti-hpv: va reso obbligatorio?

di
Pubblicato il: 24-04-2012

Il tumore al collo dell'utero è l'unico che può essere davvero prevenuto, data la sua origine virale. Nonostante questo ogni anno si contano in Italia duemila nuovi casi. La parola all'esperto.

Vaccino anti-hpv: va reso obbligatorio? © Photos.com Sanihelp.it - Sebbene la sua origine virale lo renda prevenibile, in molti Paesi europei, Italia compresa, non vengono fatti tutti gli sforzi necessari in termini di vaccinazione e screening per prevenire il tumore al collo dell’utero. In Europa si contano 34.000 nuovi casi ogni anno, 2.000 solo in Italia.

Questa neoplasia è causata nella quasi totalità dei casi da un’infezione da Hpv, il papilloma virus a trasmissione sessuale. Il professor Franco Borruto, ginecologo all’ospedale Princess Grace di Monaco e membro dell’associazione Eurogin sostiene: «Si dovrebbe rendere obbligatoria la vaccinazione anti-hpv, non basta concederla gratuitamente (come avviene in Italia per le dodicenni) se poi le madri e gli stessi medici e pediatri scelgono di non farla per presunti rischi del vaccino che non esistono, sottoponendo le bambine al contrario ai gravissimi rischi del papilloma. Occorre anzitutto una seria campagna informativa proprio per gli operatori sanitari e poi la vaccinazione per tutte le fasce di età a rischio. Inoltre servono campagne di screening organizzate, ben studiate, con un controllo di qualità. Non si può fare il pap test in ordine sparso, serve un coordinamento». 

Si registrano notevoli differenze tra i Paesi che si impegnano nelle prevenzione e quelli che non fanno il massimo: «In Finlandia, il paese migliore da questo punto di vista, abbiamo un decesso ogni 100.000 donne per tumore alla cervice, mentre nei paesi dell’Est, i peggiori, se ne contano 17 ogni 100.000. È evidente che qualcosa non va. L’Italia non è messa molto bene, basti pensare che nel sud Italia la metà delle donne non fa mai il pap test, e nel nord un terzo, malgrado i tentativi di sensibilizzazione. Invece lo screening andrebbe fatto ogni tre anni fino a 29 anni, dai 30 ai 65 ogni 5 anni, con Pap test e Hpv test».

Secondo Borruto il fatto che il vaccino sia facoltativo per le dodicenni italiane, è un errore: «In Argentina ad esempio la vaccinazione è obbligatoria e in questo modo hanno raggiunto ottimi risultati in termini di prevenzione. Bisogna far passare il principio che chi pur potendolo fare non si vaccina contro l’Hpv è come chi guida in stato di ebbrezza: un pericolo per sé e per gli altri. Se poi si ammala, le cure deve pagarsele da solo».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Agi

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti