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Nuova tecnica per il successo della fecondazione assistita

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Pubblicato il: 24-05-2004

Con le più recenti tecniche di laboratorio è possibile far sviluppare gli embrioni quando giungono alla fase definita blastocisti. Numerosi studi confermano che gli embrioni hanno una maggiore probabilità di svilupparsi se sono trasferiti nell'utero proprio nella fase blastocisti piuttosto che in quella iniziale.

Sanihelp.it - Per aumentare le probabilità di gravidanza in caso di fecondazione assistita di solito si impiantano più embrioni. Questa pratica però aumenta notevolmente la possibilità di gravidanza plurigemellare.

La fecondazione artificiale è l’unica possibilità che alcune coppie hanno per poter avere un figlio naturale. Consiste nel fecondare in laboratorio l’ovocita femminile con gli spermatozoi e il successivo impianto dell’embrione nell’utero. È noto che il trasferimento in utero di embrioni appena formati ha un basso tasso di successo in termini di gravidanze.

Con le più recenti tecniche di laboratorio, però, è possibile far sviluppare gli embrioni a una fase più avanzata, quella definita blastocisti.
Numerosi studi confermano che gli embrioni hanno una maggiore probabilità di svilupparsi se sono trasferiti nell’utero proprio nella fase blastocisti piuttosto che in quella iniziale.
I tassi di successo ottenuti con l’impianto di embrioni nella fase blastocisti hanno consentito una riduzione nel numero totale di embrioni trasferiti. Quando è trasferito nell’utero un solo embrione in quella fase, la probabilità di avere gravidanze gemellari si riduce a zero.

David K. Gardner ed i suoi colleghi del Colorado Center for Reproductive Medicine di Englewood hanno condotto uno studio esaminando la gravidanza di 48 donne per le quali c’è stato il trasferimento in utero di uno o due embrioni nella fase blastocisti.
Dai risultati dello studio è emerso che il tasso di gravidanza e di impianto nei casi di embrione singolo sono stati del 61%. Il tasso di gravidanza nel caso di impianto di 2 embrioni è stato del 76%, ma quasi la metà delle gravidanze sono state gemellari, cosa che nel primo gruppo non era avvenuta.
Ulteriori studi saranno necessari per stabilire quali sono i gruppi di pazienti che eventualmente trarranno maggiormente giovamento da questa tecnica.
Questo argomento suscita grande dibattito in tutto il mondo anche per le ovvie implicazioni etiche. Sicuramente la scienza sta facendo enormi passi avanti.

Fonte: Fertilità and sterility


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Redazione Sanihelp.it

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