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Matteo Tagliariol: sono fan della dieta a zona

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Pubblicato il: 24-04-2012

A causa di un infortunio non si è potuto qualificare per le Olimpiadi di Londra, ma gli allenamenti continuano e lo schermidore italiano ci svela qualche curiosità.

Matteo Tagliariol: sono fan della dieta a zona © Redazione Sanihelp.it - È salito sul gradino più alto del podio olimpico a Pechino 2008, conquistando quell’oro individuale nella specialità della spada che mancava all’Italia da 48 anni, ma Matteo Tagliariol non potrà cercare di bissare il successo a Londra. Una mancata qualificazione, la sua, figlia di uno sfortunato infortunio in gara: «Ho avuto una lussazione all’indice della mano destra, un dito fondamentale per tenere in mano l’arma» racconta lo stesso spadaccino. «Mi sono infortunato a gennaio alla prima gara, sono riuscito a completarla arrivando comunque a punti, perché mi sono classificato quinto, però nelle altre gare il dolore era troppo forte. In teoria non dovevo farle, i dottori me lo avevano sconsiglio, ma io ho provato lo stesso e non ce l’ho fatta di poco».

Archiviata la delusione, oggi Matteo si sta dedicando al recupero dall’infortunio: «La lussazione ha lesionato i legamenti. Purtroppo non si può operare, sto sentendo dei medici per vedere se si riesce a velocizzare il recupero: in teoria doveva prendermi sei mesi, stiamo cercando di recuperare in quattro» rivela.

Una fase di standby durante la quale continua comunque gli allenamenti, fatta eccezione per quelli con la spada in mano, che appunto non riesce a maneggiare. Ma la preparazione di uno schermidore non è solo quello, come ci spiega: «Io mi alleno praticamente tutto l’anno, circa 6 ore al giorno, tre al mattino e tre al pomeriggio, metà di tecnica schermistica e metà di preparazione atletica che può essere corsa o palestra, e cambia a seconda dei periodi. Poi c’è la parte tattica con il maestro, il lavoro mentale, la dieta».

E in fatto di alimentazione il campione non ha dubbi: «Sono un fan della dieta a zona perché ti dà allo stesso tempo le energie giuste ma ti permette anche di mangiare più o meno quello che vuoi. Principalmente, mangio moltissima carne e pesce, quindi proteine semplici, frutta e verdura quasi a ogni pasto, mentre limito un po’ i carboidrati complessi come pane e pasta».

Lo schermidore, anche se sarà assente agli imminenti giochi olimpici, presta il volto all’iniziativa Grazie di cuore mamma, lanciata da Procter&Gamble in occasione dell’evento londinese, quale tributo al ruolo che le mamme hanno da sempre anche nel sostegno e nella crescita degli atleti e finalizzata alla realizzazione di programmi sportivi giovanili in Italia e nel mondo.

Ma è proprio vero che dietro un atleta c’è spesso una grande madre? Sembra di sì, almeno nel caso dello schermidore: «Mia mamma è un grande supporto soprattutto a livello psicologico. È un porto franco per me, una sorta di ricarica-pile» svela Matteo parlando di mamma Francesca. «Mi ha aiutato principalmente dal punto di vista mentale, sia perché ha fatto molto sport anche se non a livello agonistico, sia perché è mia madre, quindi abbiamo molta sintonia. Ma anche la filosofia atletica, di mangiare bene e di mantenermi in attività, me l’ha impressa lei, che tuttora si tiene molto in forma».


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