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Tumori neuroendocrini

Neuroendocrini: tumori in rapida crescita

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Pubblicato il: 08-05-2012

I tumori neuroendocrini colpiscono ogni anno in Italia oltre 1.200 persone e nell'ultimo decennio la loro incidenza è cresciuta del 2% ogni 12 mesi. Le novità in ambito terapeutico.

Neuroendocrini: tumori in rapida crescita © Photos.com Sanihelp.it - I tumori neuroendocrini colpiscono soprattutto gli uomini tra i 50 e i 60 anni, si manifestano in particolare nel tratto gastroenterico, anche se possono colpire qualunque distretto corporeo. La diagnosi non è sempre semplice, date le caratteristiche particolari di questi tumori: i sintomi più comuni sono un arrossamento diffuso e crampi addominali, accompagnati talvolta da diarrea. In moltissimi casi la patologia è asintomatica. Nel nostro Paese il centro di riferimento per la cura e il trattamento di questa patologia, è il Ce.Ri.Ca. (Centro di Riferimento per lo Studio e la Cura dei Carcinoidi e dei Tumori Neuroendocrini), presso l’Istituto di Oncologia di Monza.

Lunedì 7 maggio si è tenuto proprio al Policlinico di Monza il X Seminario ITMO (Italian Trials in Medical Oncology) dal titolo Neoplasie a bassa incidenza, dedicato alle forme rare di cancro. Il seminario è stato supportato anche dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica, afferma il presidente nazionale AIOM, Stefano Cascinu: « La nostra Società scientifica ha deciso di supportare il seminario ITMO perché il cancro si può sconfiggere anche grazie alla condivisione delle conoscenze e al confronto costruttivo tra professionisti. Questi principi sono ancora più validi se dobbiamo affrontare neoplasie rare, cioè malattie di cui spesso abbiamo poche informazioni per quanto riguarda diagnosi e terapia». 

Spiega il professor Emilio Bajetta, Direttore Scientifico e Clinico dell’IdO: «Questo convegno nazionale nasce dalla necessità di coordinare il più possibile la lotta contro questi tipi di cancro inusuali, ma non per questo meno pericolosi. Lo scopo principale del seminario è capire come affrontare queste patologie che molte volte sono orfane di farmaci, e quindi hanno un difficile approccio terapeutico. È importante sviluppare la ricerca per giungere alla sperimentazione di nuove molecole».

Sarà condotto proprio al Ce.Ri.Ca, in esclusiva mondiale, uno studio clinico per valutare l’efficacia e la sicurezza nei tumori neuroendocrini di una nuova molecola: panitumumab. Questo farmaco è abitualmente utilizzato per il trattamento del carcinoma del colon metastatico e verrà impiegato, per la prima volta, in pazienti affetti da tumore neuroendocrino. 


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