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Pregiudizi alimentari

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Pubblicato il: 22-04-2004

Molte convinzioni diffuse a proposito di alimentazione e prevenzione delle malattie in realtà sono luoghi comuni, che spesso fanno più male che bene. Scoprite con Sanihelp.it quali sono, e come evitare gli errori .

Sanihelp.it - Alcune convinzioni nutrizionali non sono che pregiudizi, derivanti da una lettura superficiale della composizione chimica degli alimenti e da una visione troppo semplicistica dell'infinita complessità della natura e dell'organismo umano.

Una delle più diffuse tra queste credenze riguarda l'osteoporosi, una malattia degenerativa delle ossa causata dalla considerevole diminuzione di calcio nella loro composizione, che si manifesta con maggiore frequenza nelle donne in menopausa.
Al sopraggiungere di questa fase, quindi, viene spesso consigliato alle donne di aumentare l'apporto di calcio attraverso una dieta ricca di latte e formaggi.
Questi alimenti, in effetti, contengono elevate quantità di questa sostanza.
Il problema, però, è che in realtà la principale causa alimentare di osteoporosi non è la carenza di calcio, ma l'eccesso di proteine alimentari. Queste proteine infatti sono più acide di quelle vegetali, e se vengono assunte in quantità eccessive costringono l'organismo a un'azione difensiva: le ossa liberano sali basici di calcio per tamponare l'eccesso di acidità, e in questo modo si indeboliscono.
Latte e formaggio, insomma, non fanno altro che peggiorare questo processo!
Questo non significa che non bisogna assumere calcio, ma che sarebbe consigliabile assumerlo da sostanze vegetali meno dannose, come sesamo, mandorle, cavoli, broccoli, legumi, pesce e pane integrale a lievitazione naturale.

Un'altra cattiva ma diffusa abitudine è quella che spinge le mamme a nutrire i figli al secondo semestre di vita con omogeneizzati o liofilizzati di carne, nella convinzione di prevenire le anemie da carenza di ferro.
In realtà si tratta di una regola ormai datata, che si era diffusa partendo dalla scoperta che il ferro della carne è molto più assorbibile di quello contenuto nel latte e nelle verdure.
Per un adulto è vero, ma non per un bambino: il suo intestino infatti è capace di assorbire dal latte molto più ferro dell'intestino di un adulto.
Salvo che per casi particolari, quindi, un bambino normale non ha bisogno di quantità di carne eccessive.

Un'ultima considerazione riguarda il tentativo di riprodurre farmacologicamente alcune sostanze benefiche presenti negli alimenti naturali, che ha condotto la scienza medica a drammatici errori.
È il caso degli esperimenti condotti per la prevenzione del cancro ai polmoni: com'è ormai noto, un elevato consumo di frutta e verdura protegge l'organismo da questa terribile malattia.
Il merito è delle sostanze antiossidanti (vitamina C, vitamina E, beta-carotene) contenute in molte verdure, che numerosi studi hanno dimostrato essere in grado di dimezzare il rischio di cancro ai polmoni.
Da qui si è sviluppato uno studio, condotto in Finlandia su trentamila volontari fumatori.
A una parte di loro sono state somministrate quotidinanmente pillole da 25 mg di beta-carotene, a un'altro gruppo pillole di alfa-cortenolo (vitamina E), mentre agli altri sono state date solo pillole placebo. I risultati sono stati tanto drammatici da costringere all'interruzione dello studio: le sostanze avevano causato una frequenza di carcinoma polmonare maggiore del 18% rispetto ai placebo.

Il perchè è stato chiaro solo in seguito: la vitamina E sintetica è un insieme di isomeri racemici che non sono attivi come nella forma naturale, e per questo non vengono riconosciuti dai recettori cellulari.
Mangiare frutta e verdura risulta ancora la via più efficace, e più gustosa, per tutelarsi da molte malattie.


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Redazione Sanihelp.it

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