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Crisi e suicidi: parola all'esperto

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Pubblicato il: 15-05-2012

I casi di questo periodo inducono una riflessione anche tra gli specialisti. Occorre però affrontare l'argomento con cautela, il sensazionalismo può scatenare un pericoloso effetto-domino.

Crisi e suicidi: parola all'esperto © Photos.com Sanihelp.it - «Studi clinici epidemiologici internazionali dimostrano con certezza che le notizie dei suicidi da crisi economica, se presentate in modo sensazionalistico, inducono altri suicidi, innescando un pericoloso effetto domino»: ad affermarlo è il professor Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Il problema è importante e non va sottovalutato, racconta una delicata fase storica del nostro Paese, ma la soluzione può essere trovata solo rivolgendosi a medici e specialisti. Continua Mencacci: «I numerosi suicidi legati all’aggravarsi della crisi economica in atto verificatisi in questi giorni mi rendono come persona e come cittadino partecipe e addolorato per questi drammi individuali e famigliari. Come medico psichiatra vorrei però cogliere l’occasione per dire che le persone che compiono questi gesti estremi sono nella grande maggioranza dei casi già entrate da tempo nel tunnel della patologia psichica prevalentemente depressiva, che toglie la possibilità di trovare soluzioni alternative. I gesti estremi possono sì essere scatenati da fatti contingenti che esasperano una situazione economica già complessa, ma si innescano in personalità da tempo fragili e vulnerabili che non hanno avuto la possibilità di chiedere aiuto per la loro sofferenza psichica». 

«Il suicidio non è un atto misterioso compiuto da un individuo apparentemente in salute, ma è una complicazione di una patologia mentale spesso trattabile. Non è soprattutto un modo logico ragionevole per risolvere i problemi. Tutte le crisi economiche, la storia purtroppo ci insegna, sono accompagnate da un aumento del tasso di suicidi. Oggi abbiamo però un vantaggio rispetto al passato ovvero poter affrontare la sofferenza mentale con minor vergogna, maggior scientificità e migliori opportunità di cura. Il consiglio per chi è in difficoltà è rivolgersi con fiducia, ai primi segnali di difficoltà, al proprio medico di famiglia o meglio ancora, a uno specialista psichiatra. L’appello per chi ci governa è non togliere risorse a questa patologia a cosi larga diffusione e destinata a aumentare. Il potenziamento dei servizi di salute mentale deve salire nella gerarchia delle priorità specialmente in questo periodo di recessione».



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