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Tumore al fegato: l'ereditarietà è importante

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Pubblicato il: 15-05-2012

Secondo una ricerca italiana il rischio di sviluppare un tumore al fegato è di tre volte superiore per chi ha precedenti in famiglia. A contare, anche l'infezione da virus dell'epatite B o C.

Tumore al fegato: l'ereditarietà è importante © Photos.com Sanihelp.it - La familiarità gioca un ruolo importante nel rischio di sviluppare un tumore al fegato: secondo una ricerca italiana pubblicata su Hepatology (rivista scientifica dell’American Association for the Study of Liver Diseases) le persone che hanno un parente di primo grado interessato da tumore al fegato corrono un rischio tre volte maggiore di sviluppare la stessa neoplasia. Dalla stessa ricerca emerge inoltre che esiste un rischio di oltre settanta volte più elevato per coloro che hanno familiari con tumore del fegato e hanno contratto, in forma cronica, l’infezione da virus dell'epatite B o C.

Il lavoro è frutto di una collaborazione tra il Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano (PN), l’Istituto Tumori Fondazione Pascale di Napoli e l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. I risultati sono stati ricavati dall’analisi statistica di dati raccolti, retrospettivamente, tra 229 persone affette da carcinoma epatocellulare e 431 persone ricoverate negli stessi ospedali per malattie non neoplastiche.

Spiega Renato Talamini del CRO di Aviano: «I nostri risultati confermano che gli individui con familiarità di tumore del fegato hanno un rischio di sviluppare carcinoma epatocellulare tre volte superiore rispetto a chi non ha familiarità. Il monitoraggio degli individui con epatite e storia familiare può aiutare nell’identificazione precoce dei carcinomi epatocellulari e quindi ridurre la mortalità per tumore del fegato».

«I risultati hanno evidenziato che il 75% delle persone con tumore del fegato e l’11% di quelle senza avevano epatite B e/o C cronica - afferma Federica Turati dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e dell’Università di Milano -. La familiarità di tumore del fegato è risultata associata al rischio di carcinoma epatocellulare anche dopo aver considerato l'infezione da virus B e C dell’epatite».

I ricercatori hanno stimato un rischio di oltre settanta volte più elevato per coloro che hanno entrambe le condizioni; aggiunge Carlo La Vecchia dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e dell’Università di Milano. «Vi è un’alta incidenza di tumore del fegato particolarmente nel Sud Italia, che è il risultato di un’alta prevalenza di epatiti B e C in queste regioni».

In Italia si registra un’alta incidenza del tumore del fegato, con oltre 5.000 casi previsti nel 2012; le infezioni croniche da virus dell'epatite B e C sono responsabili di circa l’80% di casi. Dal 1982 è disponibile il vaccino contro l’epatite B, ma in ogni caso prevenzione e diagnosi precoce rappresentano strumenti indispensabili per ridurre la mortalità.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Istituto Nazionale Tumori CRO Aviano

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