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Salute

Pericolo forasacco nel cane e gatto

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Pubblicato il: 22-05-2012

Nel periodo primaverile ed estivo è largamente diffusa nei campi di tutta Italia questa pianta che potrebbe diventare un potenziale pericolo per i nostri amici a 4 zampe.

Pericolo forasacco nel cane e gatto © Rete Sanihelp.it -

Con l'arrivo della primavera e soprattutto dell’estate si ha un notevole incremento sia della temperatura esterna ma anche dei pericoli per la salute dei nostri amici pelosi. Oltre ai parassiti e alle malattie da questi trasmesse, una vera e propria preoccupazione per i proprietari è rappresentata dai forasacchi.

Con il termine forasacco viene indicato il seme di una graminacea della pianta di Hordeum murinum o più comunemente chiamata orzo selvatico oppure della pianta di avena fatua o avena selvatica.

Si tratta di componenti della spiga di specie vegetale diffuse un po’ in tutta Italia, nei campi incolti, lungo i margini delle strade, nei giardinetti cittadini.

Hanno una forma molto particolare: possiedono una punta acuminata a forma di lancia e un rivestimento su tutta la superficie di una fitta ed ispida zigrinatura. Per questo motivo ha la capacità di attaccarsi saldamente al pelo dell’animale e quelli più colpiti sono i cani (soprattutto quelli che vivono in campagna, quelli con il pelo lungo e quelli con le orecchie pendenti) in quanto i gatti sono animali che si puliscono il pelo molte volte durante la giornata e riescono a toglierli prima che causino danni.

I forasacchi più pericolosi sono quelli secchi che si trovano soprattutto in estate perché diventano molto più duri e riescono a penetrare e progredire più facilmente all’interno del corpo dell’animale.

Le parti anatomiche maggiormente esposte sono: il condotto uditivo, gli occhi, gli spazi interdigitali, le narici, le logge ascellari, la regione inguinale, l’interno del prepuzio per i maschi, la vulva per le femmine, la regione perianale. Il suo ingresso all’interno del corpo può causare danni anche gravi: arrossamenti, pus, edema, gonfiore e dolore.
 



Una delle sedi di ingresso più comune sono le cavità nasali e questi corpi estranei, permanendo per un lungo periodo, possono portare infezioni o irritazioni.

Hanno la capacità di progredire senza fermarsi e in questo caso un’eventuale progressione del forasacco nella faringe o nell’esofago è meno grave rispetto alla penetrazione nelle vie respiratorie profonde in quanto potrebbe causare polmoniti, piotorace, paralisi per localizzazioni in prossimità delle vertebre toraciche. I segni clinici sono caratterizzati da starnuti continuo spesso seguiti da una fuoriuscita di sangue dalle cavità nasali.

L’ingresso dei forasacchi può anche avvenire attraverso il condotto uditivo esterno. Anche in questo caso il corpo estraneo progredisce rapidamente bloccandosi in prossimità del timpano e se permane per lungo tempo può dare origine ad otiti purulente o anche, nella peggiore delle ipotesi, ad una perforazione del timpano.

I sintomi clinici in questo caso sono lo scuotimento più o meno frequente della testa, prurito frequente e accompagnato dal grattarsi insistentemente con le zampe e con lo strofinare la testa dal lato interessato per terra.

Altre vie di penetrazione sono la cute integra. Il corpo estraneo in questo caso soggiornando più tempo nella sede è in grado di perforare i diversi strati cutanei sino a raggiungere gli strati muscolari profondi.

La rimozione del corpo estraneo si effettua con attrezzi specifici come l’hartmann, una lunga pinza, e l’ausilio di un otoscopio, laringoscopio o mediante endoscopia. Talvolta può essere d’aiuto l’utilizzo dell’ecografo.

La rimozione in sedi particolarmente delicate può richiedere una sedazione del soggetto o anestesia profonda, oppure può rendersi necessario un vero intervento chirurgico.

È consigliabile la rimozione tempestiva del corpo estraneo per evitare che provochi danni all’organismo.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Gli angeli di Pasquale, Patologia clinica del cane e gatto

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